Livelli idrometrici del Garda, i sindaci: “Sia convocato al più presto il tavolo per le verifiche”

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“Il Tavolo sui livelli del Garda si deve riunire al più presto”. A dirlo sono i sindaci e Azienda Gardesana Servizi viste le difficoltà che i Comuni rivieraschi hanno con il lago così alto. È da quasi un anno, infatti, che sono stati approvati, in via sperimentale, i nuovi livelli delle acque del Garda. Il documento, che ha avuto il via libera il 3 settembre 2013 con la firma di tutti gli enti interessati, prevedeva anche la convocazione di un Tavolo operativo che discutesse dell’effettiva validità dei nuovi livelli idrometrici ed, eventualmente, delle modifiche da apportare.

 

“Tuttavia – spiega il presidente di AGS, Alberto Tomei – questo organismo non si è mai riunito, ne’ è mai stato convocato. Va ricordato che, comunque, i suoi lavori, così come eventuali cambiamenti delle impostazioni previste, dovranno essere completati entro il 26 aprile dell’anno prossimo perché così prevede l’accordo”.

In effetti, il Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del Fiume Po, con delibera del 23 dicembre 2013, ha istituito il Tavolo Tecnico per la “valutazione dell’influenza degli invasi regolati da dighe sulla formazione e propagazione dell’onda di piena a valle per la predisposizione di un Piano di laminazione”. Il Segretario Generale, poi, lo scorso aprile, ha disciplinato l’organizzazione del Tavolo Tecnico prevedendo soluzioni sperimentali e ipotizzando di portare, alla prima seduta utile, la proposta di revisione dei livelli idrometrici del Garda approvate l’anno scorso.

Secondo quanto stabilito, il Tavolo strategico generale, formato dalle Regioni interessate e da ciascun Ente pubblico regolatore dei Grandi Laghi naturali, si riunirà a Parma. All’interno di questo Tavolo strategico ci sarà la possibilità di creare Tavoli operativi di sottobacino, tra cui quello del Garda.

“Quello che noi chiediamo – esplicita il direttore di AGS Alberto Ardieli – è che questo tavolo venga convocato e si riunisca al più presto. I livelli attuali del lago si sono dimostrati molto gravosi per i Comuni veronesi e per quelli bresciani: le preoccupazioni e le lamentele dei sindaci, in questi mesi, lo dimostrano. È necessario, perciò, che ci sia un confronto tale da verificare le portate dei bacini in funzione dei differenti periodi. I mutamenti climatici hanno determinato il cambiamento della frequenza e dell’intensità delle piogge, tanto che i modelli utilizzati fino ad ora sono solo parzialmente validi. Tutti i Comuni, veronesi e bresciani, dovrebbero sostenere questa richiesta di convocazione, visti i danni importanti che gli alti livelli del Garda stanno provocando: vanno fatte verifiche precise ed accurate da un punto di vista tecnico sulle piene che già dal prossimo autunno, visti gli attuali livelli, potrebbe comportare difficoltà per lo smaltimento delle portate di piena. Mandare lettere all’Agenzia Interregionale del fiume Po, oggi non ha senso”.

Anche Angelo Cresco, presidente del Comitato di coordinamento di Depurazioni Benacensi, ha affermato con forza la necessità della convocazione del tavolo. “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire – ha detto Cresco – visto che già un anno fa abbiamo sottoscritto l’accordo, confidando sulla serietà di chi si era preso gli impegni e di Aipo, ma evidentemente siamo stati smentiti dai fatti. D’altro canto rimane il problema del collettore: c’è l’esigenza di riunire tutti gli amministratori per richiamare il governo e le Regioni a presentare, a livello italiano ed europeo, il tema del reperimento dei fondi che consentano di realizzarlo”.

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