Tpl, Federconsumatori e Cgil: “I nuovi aumenti dei biglietti sono di scarsa prospettiva”

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Dall’uno settembre 2014, per effetto della Delibera regionale n. X/2274 dell’uno agosto 2014, scatta l’adeguamento delle tariffe dei servizi di Trasporto Pubblico regionale e locale per gli anni 2014-2015.

L’adeguamento dello 0,61% – calcolato tramite un algoritmo che considera non solo l’inflazione degli ultimi 12 mesi ma anche la qualità del servizio e la soddisfazione degli utenti – verrà applicato alle tariffe ferroviarie e ai biglietti e abbonamenti integrati “Io viaggio”, mentre per le tariffe dei servizi di trasporto urbano ed extraurbano scatterà a seguito delle decisioni assunte da Comuni e Province.

DI SEGUITO IL COMUNICATO DI FEDERCONSUMATORI E CGIL:

Il riferimento alla qualità del servizio e alla soddisfazione del cliente che ha determinato parte dell’aumento alimenta in realtà i già denunciati dubbi sulla credibilità dei dati presi a riferimento per la determinazione del calcolo.

Continui ritardi in particolare dei treni, quando non improvvisamente soppressi o sovra affollati, e le tante difficoltà legate ad un sistema di gestione del trasporto su gomma troppo parcellizzato fra i diversi soggetti che “collaborano in concorrenza” senza che avvenga il superamento delle aree di disservizio, più che aumenti tariffari in capo a utenti e pendolari avrebbero dovuto portare sconti e risarcimenti.

A Brescia, alla decisione della Regione si aggiunge quella della Provincia di aumenti per l’integrazione fra il servizio di autobus extra-urbani e i mezzi di trasporto urbani (autobus, Metrobus), rivolto ai pendolari provenienti dai diversi paesi della provincia a prescindere dal loro reale ricorso ai mezzi urbani rendendo, in caso di mancato utilizzo, indebito lo stesso aumento.

La considerazione non è pretestuosa. C’è da chiedersi infatti, se, come nel caso della depurazione delle acque, la richiesta di pagamento di una integrazione di cui non si beneficia, non sia illegittima, tanto più considerando come, a livello organizzativo, una reale integrazione delle percorrenze dopo l’avvio del Metrobus, sia ben lungi dall’essere realizzata.

Il che, oltre a rendere iniqui e discutibili gli aumenti, chiama in causa la politica che orienta il Trasporto Pubblico Locale e la sua gestione complessiva, evidenziandone i limiti complessivi in termini di contenimento dei costi e diseconomie di sistema.

Ora, apprendiamo dai quotidiani locali che i gestori del servizio urbano ed extraurbano (Brescia Trasporti, Sia e Saia) non applicheranno alcun aumento tariffario, nemmeno quello legato all’adeguamento Istat dell’inflazione.

La rinuncia potrebbe far pensare ad un piano di ristrutturazione di contenimento dei costi ed economie di scala (riduzione numero di soggetti, razionalizzazione della funzioni, definizione dei bacini ottimali, integrazione delle percorrenze, ecc), in realtà ancora tutto da realizzare sia per quanto riguarda gli aspetti economico-industriali che per quelli sociali e ambientali.

Anche per questo, pur ben consapevoli del beneficio che ne avranno le famiglie che non subiranno aumenti, restiamo lontani dall’esprimere apprezzamenti, a maggior ragione avendo ben presenti le scelte consumate di tagli alle retribuzioni o, più recentemente, gli indebiti mancati riconoscimenti retributivi ai lavoratori praticati rispettivamente da Sia e Brescia Trasporti, con buona pace del Comune di Brescia.

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