Minacciato cercatore di funghi che denunciò l’aggressione dell’orsa: al suo fianco un avvocato bresciano

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A un certo punto sembrava potesse essere stata avvistata nella nostra provincia, nei boschi di Temù (leggi la notizia), invece non si era mai mossa dal Trentino, dove infine ha trovato la morte a causa delle operazioni di narcotizzazione finite male. Stiamo parlando dell’orsa Daniza, il grande esemplare che nel giorno di Ferragosto ha iniziato a far parlare di sé sulla cronaca nazionale, dopo che già da diversi anni era oggetto di pesanti polemiche tra Lombardia e Trentino (leggi la notizia). Il vero clamore però c’è stato in seguito alla sua morte, ed ora, a distanza di alcuni giorni, non accenna a diminuire. Colpa anche di tante, tantissime persone che se la stanno prendendo con D.M., il trentino che il giorno di Ferragosto, a Pinzolo, ha denunciato l’aggressione da parte di Daniza mentre era a funghi.  

L’uomo è difeso dall’avvocato bresciano Gianluigi Abrandini, che sta accumulando sulla sua scrivania decine e decine di lettere minacciose indirizzate al suo assistito. Il tono delle missive va dalla semplice diffamazione ("spione di cuccioli", "te la sei meritata" e via dicendo) fino alle pesantissime minacce di morte per lui e i suoi familiari, oppure auguri affinché qualcuno gli cavi gli occhi o ancora che muoia in un incendio. 

Sulle colonne di Bresciaoggi, che riporta la notizia nel numero in edicola, il legale annuncia: «Stiamo valutando come agire nei confronti di coloro che si stanno rendendo responsabili di almeno tre reati: diffamazione, minacce e istigazione alla violenza».
(a.c.) 

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