Un orso da un quintale avvistato a Tremosine

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Una piacevole sorpresa. Certo la reazione sarebbe stata differente se anziché fotografarlo in automatico, di notte, se lo fosse trovato di fronte in pieno giorno, ma l’emozione e la sorpresa non sono da meno. Il curioso episodio è capitato a Tremalzo, nei boschi di Tremosine, ad un cacciatore-fotografo amatoriale che è solito agire nel territorio dell’Alto Garda. Incuriosito dalla possibilità di riprendere cinghiali in azione di notte, l’uomo ha posizionato su un ramo, in un punto strategico, una fotocamera a raggi infrarossi e l’ha attivata per un’intera notte, dopo aver sparso nella zona alcune ghiotte mele. Una volta spenta e portata a casa, la sorpresa è giunta al momento di controllare le riprese. Altro che cinghiali: l’attrezzo aveva immortalato un orso.

L’esemplare pesa all’incirca un quintale, ed è sprovvisto del radiocollare: si tratterebbe di un plantigrado dunque non ancora conosciuto, forse lo stesso segnalato alcune settimane fa sul monte Baldo. La Guardia Forestale è stata ovviamente informata del fatto. Laciamo alle parole del cacciatore-fotografo, intervistato sulle colonne del quotidiano bresciaoggi, il racconto: «La sera precedente ero andato con un amico a depositare alcune mele in una valletta sperando di immortalare qualche cinghiale in fotografia; era da qualche giorno che avevamo gettato le esche, e tolto qualche sporadica occasione durante qualche battuta in braccata con altri cacciatori, non ho mai avuto l´occasione di osservare un cinghiale tranquillamente al pascolo. Del resto, siccome in questi giorni è aperta la caccia anche per questa specie, ho pensato di collocare una foto-trappola sopra un faggio, per capire se gli animali potevano aggirarsi anche in quella valletta. Domenica mattina sono tornato sul posto a prelevare dal ramo la macchina digitale a infrarossi; non avevo portato con me il telecomando e non ho potuto rendermi conto subito di cos’era stato fotografato durante la notte. Arrivato a casa appena ho visto sullo schermo le fotografie sono sobbalzato sulla sedia dalla splendida sorpresa».

Il racconto dell’uomo si chiude con una speranza, che la vicenda non si chiuda tragicamente: «Bellissimo ed emozionante averlo ripreso, e ancora più bello sapere che un animale del genere si aggira sui nostri monti; speriamo davvero che durante questi mesi di caccia libera, non sia scambiato in lontananza per un cinghiale facendo la fine di Daniza».
(a.c.) 

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