L’approfondimento su Cepav Due, cave di prestito e scarti di acciaieria

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Alcuni materiali per approfondire la questione. I tre box di seguito evidenziano la composizione del consorzio Cepav Due, in cui il pubblico ha un ruolo determinante, le norme regionali perché si possa far ricorso straordinario a cave di prestito e le caratteristiche dello scarto di lavorazione delle acciaierie che può essere utilizzato per i sottofondi stradali.

IL GENERAL CONTRACTOR

Il consorzio Cepav Due, Consorzio Eni per l’Alta Velocità, nella qualità di General Contractor, si occupa della realizzazione della Linea Ferroviaria ad Alta Velocità / Alta Capacità Milano-Verona. E’ attualmente costituito dalle società: saipem S.p.A.,Gruppo eni, ( 52%), Impresa Pizzarotti & C. S.p.A. di Parma (24%), Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.A. di Roma (12%), Impresa di Costruzioni Giuseppe Maltauro S.p.A. di Vicenza (12%)

ATTIVAZIONE DELLE CAVE DI PRESTITO

Norme regionali evitabili grazie al decreto ministeriale. L’autorizzazione all’esercizio delle cave di prestito è subordinata: a) all’impossibilità della riutilizzazione in loco dei quantitativi di materiale estratto durante gli scavi, in quanto non idoneo od insufficiente secondo quanto previsto dall’articolo 4, comma 3 della “direttiva per i casi in cui dalla realizzazione di opere pubbliche vengano ottenuti materiali di risulta”; b) all’impossibilità di riutilizzare materiale di risulta proveniente da altre opere realizzate dallo stesso ente appaltante, secondo le disposizioni contenute nell’articolo 3, comma 3 della “direttiva per i casi in cui dalla realizzazione di opere pubbliche vengano ottenuti materiali di risulta”; c) all’inapplicabilità della "direttiva per la realizzazione del sistema di riutilizzo degli inerti con particolare riferimento a quelli derivanti dall’edilizia”; d) alla non possibilità di utilizzare materiale in commercio, in riferimento a quanto previsto nell’articolo 3, comma 1, lettera c).

INERTE INDUSTRIALE A PARTIRE DA SCORIE DI FUSIONE

Le più attente acciaierie bresciane, hanno a disposizione come “inerte”, un materiale generato da attività di recupero di scorie nere di Acciaieria regolarmente autorizzato, che presenta composizione e caratteristiche chimiche similari alle rocce di origine vulcanica, data l’elevata temperatura del processo di fusione che le origina, con procedure certificate e costantemente monitorate. Questo materiale inerte risponde alle caratteristiche specifiche previste dalla normativa vigente, il cui utilizzo è auspicato da tutte le direttive ambientali nazionali ed europee, non rilasciando nessun tipo di sostanza inquinante, come a più riprese certificato dagli Enti preposti.       

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UN COMMENTO

  1. Vi ricordate Locatelli e la Brebemi, aveva utilizzato scorie trattate: una delle due 1) Poi che c’è chi fa il furbo e scredita gli onesti; 2) L’apparato burogiudiziario (insieme di norme astruse e giustizia italica) fa si che anche quando le cose vanno bene, c’è un motivo per rovinarti e rovinare la reputazione di tutti. RIFLETTETE PERCHE’ POI CI FANNO LE CAVE DI PRESTITO

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