Scaraventato fuori dal bus da un viaggiatore senza biglietto: ormai è allarme

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Ne faremmo volentieri a meno, ma anche oggi siamo costretti a raccontare di un episodio di violenza ai danni di dipendenti di Brescia Trasporti. E’ accaduto ieri mattina intorno alle 10:30 nei pressi della Stazione, ed è il quinto fatto del genere in meno di una settimana.

L’autobus era fermo, in attesa di ripartire. Il controllore appena salito stava facendo il giro tra i passeggeri chiedendo di vedere i tagliandi o gli abbonamenti quando un "portoghese" l’ha spinto con forza fuori dalle porte, facendolo cadere violentemente a terra. Il colpo è stato tale da rendere necessario un trasporto in Pronto Soccorso per accertamenti. 

L’episodio segue di poche ore il fatto avvenuto in via Oberdan (leggi la notizia), e ancora una volta fa lanciare un grido d’aiuto ai dipendenti ed ai sindacati. Maurizio Murari, della Rsu, è intervenuto sulle colonne di Bresciaoggi in edicola stamane per commentare così: «Negli ultimi tempi il clima è molto peggiorato, i colleghi sono esasperati da uno stillicidio di episodi e lamentano che Brescia Trasporti resti a guardare. Siamo convocati continuamente per discutere di flessibilità, mai di sicurezza. Fermo restando che chi compie questi atti dovrà risponderne penalmente, pensiamo che oltre alla repressione sia necessario prevenire. Perciò abbiamo proposto la figura di facilitatori formati dall’azienda che si muovano sugli autobus e aiutino a stemperare momenti di tensione, ma l’azienda non ha preso in considerazione l’idea».

Gli fa eco il collega Roberto Bianchetti, Rls: «Abbiamo fatto presente le nostre preoccupazioni e sottolineato che a fronte della gravità dei fatti i vertici aziendali non ritengano di informarci. Dicono che ci metteranno al corrente quando avranno i risultati delle indagini, ma se è vero che non risolveremmo certo noi il problema ci sembra mancanza di rispetto verso la nostra figura dover apprendere le cose da altri».
(a.c.)

 

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  1. i poliziotti hanno ben altro da fare , senza mezzi , che fare la scorta pure per gli autobus . fate come in altri stati , posto guidatore blindato , telecamere alle entrate delle porte e all’interno del bus ( ovviamente ben celate ), oppure come nelle banche , per accedere all’apertura delle porte obbligo di impronta digitale ( se no la porta non si apre )……sarebbe un costo sostenuto certo , ma credo che la tecnologia rubata agli altri paesi potrebbe sconfiggere questa piaga . il posto guida protetto con vetro blindato , si parla con l’autista a mezzo citofoni , salita sul mezzo previo scanner dell’ impronta digitale , telecamere all’ingresso ed all’interno . Biglietto del bus digitale come per gli skilift , se non lo hai la porta resta chiusa e il portoghese rimane fuori

  2. A Parigi sui Noctilien se qualcuno si agita l’autista chiama la Polizia e tempo 3′ arrivano quattro omoni in divisa che bloccano a suon di manganellate i malviventi (questo sono le persone che usano violenza su altri). Arrestati, tendenzialmente vengono condannati in tempi umani e, se le lesioni sono di medio/alto livello, si fanno il carcere per i giorni/mesi previsti univocamente dalla legge. Questo accade nei paesi civili. In Italia passiamo dall’estremo di chi impiccherebbe immediatamente anche chi ruba le caramelle all’altro estremo del "poverino, la colpa è del sistema, cattivi italiani razzisti". Non potremmo evolvere in un paese civile dove esiste una legge (magari con sanzioni meno severe) che viene applicata in toto, senza sconti vari e con un’opnione pubblica che al posto di fare il tifo da stadio si rende conto dell’importanza del bene collettivo chiamato "ordine pubblico"?

  3. Il sig. Muraro parla di "facilitatori"??? Il biglietto va’ pagato e se sei senza non usi i mezzi pubblici….Ci mancherebbero i "facilitatori" che dovrebbero stemperare la tensione…Sig. Muraro, queste sono barzellette vere e proprie….

  4. Facilitatori? Che fanno? Stemperano le tensioni? Come? Dicendo che si può fare a meno del biglietto, presumo. Se si vuol essere minimamente seri gli aggressori si puniscono secondo la legge: non c’è altra via. Qualche seria sanzione è un ottimo deterrente. Purtroppo, però, in Italia c’è un andazzo mollaccione che ”istiga e incoraggia” a violare la legge.

  5. «Perciò abbiamo proposto la figura di facilitatori formati dall’azienda che si muovano sugli autobus e aiutino a stemperare momenti di tensione, ma l’azienda non ha preso in considerazione l’idea»
    E io per la prima volta sono d’accordo con Brescia Trasporti!
    Io per stemperare i momenti di tensione un’idea ce l’avrei anche…

  6. scusate, ma come mai nei commenti scrivete cose tipo ‘land of fratelli migranti’, ‘cattivi italiani razzisti’…. da dove desumete nell’articolo che il portoghese sia straniero? Io non l’ho trovato, ma sicuramente mi sarò perso qualche sottointeso tra le righe….

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