Agroalimentare, si punta sui mercati internazionali

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(a.marsigalia) Secondo l’ultimo studio emerso da Unioncamere relativo al secondo trimestre 2014, nonostante il quadro dell’agricoltura regionale lombarda rimanga critico, si confermano alcuni segnali positivi già emersi nel primo trimestre: la tenuta dei prezzi di alcuni prodotti importanti e l’ottimo andamento delle esportazioni. Il ruolo principe è svolto dal settore lattiero-caseario, che, grazie al buon livello del prezzo del latte alla stalla, evidenzia una situazione migliore rispetto al 2013. Nonostante, però, questi segnali di miglioramento, le previsioni non appaiono confortanti per l’immediato futuro, data la mancanza di un rinnovo dei contratti sul prezzo del latte, scaduti a giugno, il calo più deciso delle quotazioni del Grana Padano a partire dal mese di luglio e le conseguenze negative che sta producendo l’embargo russo di prodotti agroalimentari. Inoltre restano irrisolte alcune delle motivazioni che stanno alla base di questa lunga crisi e che determinano una redditività giudicata ancora negativa dalle imprese: da una parte i costi di produzione continuano a essere molto elevati e dall’altra la domanda nazionale di beni alimentari rimane depressa per una crisi dei consumi che non dà segno di rallentare. Dando uno sguardo ai diversi settori si registrano miglioramenti nel settore suinicolo, anche grazie al calo del costo dei mangimi, e nel comparto vitivinicolo grazie all’export. Restano invece in forte difficoltà le carni bovine, penalizzate da quotazioni decrescenti e da una continua contrazione dei consumi, e il settore cereali e ortaggi che, nonostante le buone rese produttive, soffre per dinamiche di prezzo sfavorevoli e per una domanda scarsa.

In questo scenario si colloca però un evento sul quale l’agroalimentare punta parecchio: Expo 2015, il cui tema è “nutrire il pianeta”. Coldiretti, main sponsor della manifestazione, l’ha capito molto bene e ha investito parecchio in spazi espositivi e in quella che sarà l’icona dell’evento, cioè l’Albero della Vita. “Il nostro impegno non finisce qui. Durante la manifestazione ci saranno momenti  di confronto su temi importanti come acqua, fonti energetiche, modelli di produzione, prodotti alimentare. Occasioni di dibattito per  far sì che anche l’Italia si inizi a strutturare in modo diverso rispetto agli anni passati su piattaforme logistiche che la possano supportare sui mercati internazionali”, racconta Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia. “Quando ci dobbiamo organizzare per andare sui mercati esteri non siamo in grado di farlo, perché in Italia c’è sempre stata una mentalità superficiale e frammentata, cioè ogni provincia pensava a sé. Il nostro è un sistema di relazioni basato sulle Camere di Commercio: se Brescia si presenta in Cina come Brescia rischia che nessuno sappia nemmeno dove sta la città, se imparassimo a presentarci come Italia, forse le cose migliorerebbero e non poco. Paesi come Spagna e Francia hanno molto da insegnare in questa direzione. Non abbiamo mai creato veri rapporti come Sistema Italia, ma solo sporadiche iniziative singole e provinciali. E questo è un modello superato. Expo sarà l’occasione giusta per confrontarsi con altri Paesi, capire come loro agiscono nel comparto agroalimentare. Anche perché noi, a livello di prodotti, non abbiamo nulla da invidiare a nessuno”.

Quindi, riassumendo, le aziende di cosa necessitano?
“Sarebbe più significativo il risultato delle aziende se, una volta penetrato il mercato estero, avessero un sistema Paese che le supportasse e le sostenesse nelle pratiche burocratiche per l’esportazione del prodotto, con piattaforme logistiche adeguate che garantiscano l’arrivo del venduto.”

Quanto pesa la contraffazione sulle esportazioni?
“Sulla contraffazione alimentare la Regione Lombardia ha fatto un enorme lavoro. L’italian sounding e la pirateria costano all’Italia troppo: si parla di un danno da 60 miliardi contro i 30 che guadagniamo. Avremmo una possibilità di crescita che è del 100 per 100. È un argomento che sarà certamente trattato durante Expo, anche perché ha delle forti implicazioni anche sulla salute dei cittadini”.

Quali sono i Paesi e mercati più interessanti rispetto alle realtà produttive bresciane?
Come settore vitivinicolo la Germania, le Bollicine per gran parte d’Europa; mentre fuori dal nostro continente sicuramente Stati Uniti e Cina.

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