Confidi, il sistema regge ma necessita di ossigeno

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(a.m.) Da metà settembre si è aperta una nuova fase della politica monetaria della Banca centrale europea: si tratta del primo maxi-prestito, concesso dalla Bce di Mario Draghi, alle banche dell’Eurozona al tasso dello 0,15% per fornire liquidità agli istituti di credito con l’obiettivo di dare un’iniezione di ossigeno all’economia reale. Si tratta della Tltro (Targeted Long Term refinancing operation) che si differenzia dalla più nota “Ltro” che servì, tra il 2011 e il 2012, a dare liquidità al paralizzato sistema bancario. In questo caso è proprio quella “T” che fa la differenza, “T” che sta per appunto per “targeted”, mirati, perché, in teoria, le banche sono obbligate a prestare quei soldi ad aziende e cittadini. E chi non lo farà sarà costretto a restituirli in anticipo. Eppure le banche, a questo elargire della Bce, non hanno risposto come ci si aspettava:  alla prima asta dei Tltro tenutasi lo scorso 18 settembre sono stati assegnati 82,6 miliardi di euro contro i 100 previsti dagli analisti. Le ragioni sono molteplici, ma quella più evidente è che le banche non si vogliono assumere il rischio di diventare ostaggi di cattivi pagatori cattivi: così il credit crunch continua a mietere fallimenti e imprese, più o meno grandi, muoiono perché ridotte sul lastrico.

E così torna ad essere protagonista il sistema dei Confidi che cerca di reggere, anche se con estrema difficoltà, la crisi. Il sistema, in netta difficoltà dal 2013, cerca ancora di garantire i finanziamenti tramite i normali canali bancari per gli investimenti ed il credito veloce per la liquidità. Ma è sempre più difficile e anch’esso auspica che, essendo rimasto l’unico strumento di garanzia per i prestiti alle piccole e medie imprese, questa immissione di  denaro della Bce verso gli istituti di credito cambi le cose e che ci sia maggior sostegno da parte delle Istituzioni sulle politiche economiche. Abbiamo sentito in merito Cipriana Zorzoli, direttore generale di Confidi Lombardia.

Nel 2013 dal convegno, “Confidi quale futuro” era emerso che, come riporta il Sole24Ore il sistema era riuscito a reggere, anche se con una certa difficoltà. Questo 2014 come è andato in linea generale?
Stiamo vivendo il periodo più difficile della storia del sistema dei confidi. La crisi economica continua e ha cambiato radicalmente i rapporti tra imprese e il sistema bancario: le banche sono sempre meno propense ad erogare credito soprattutto alle PMI. In questa situazione come Confidi abbiamo continuato a sostenere le PMI nella loro richiesta di credito, translando le difficoltà dell’economia reale anche nel nostro sistema di garanzia.

Quali sono i numeri con i quali vi raffrontate: numero di aziende che si rivolgono a voi, tassi di solvenza-insolvenza, fondi a disposizione?
La sede di Brescia, con oltre 5000 soci  – su 15000 totali – e uno stock di 28 mln di € di garanzie in essere per il primo semestre del 2014 (circa il 12 % del volume dell’attività complessiva) rappresenta senz’altro una colonna portante di Confidi Lombardia e –soprattutto –  uno strumento importante per le aziende bresciane che a fatica stanno tentando di superare la crisi. Ciononostante le posizioni cosiddette deteriorate (che comprendono sia le posizioni scadute e incagliate sia le situazioni in sofferenza) rappresentano quasi un quarto del totale. Si tratta di dati in linea con il trend complessivo del confidi, ma che manifestano ancora una certa criticità dell’economia del territorio.

Quali strade intraprende Confidi Lombardia per affrontate la situazione?
Come Confidi siamo consapevoli che è stato necessario cambiare e migliorare, per affrontare la crisi, aiutare le imprese e rimanere al passo con i tempi.Abbiamo investito molto nel miglioramento organizzativo e professionale e nello stare accanto alle imprese anche con servizi di consulenza.

Di che tipo di politica economica si necessiterebbe per venire incontro al sistema dei Confidi affinché possa continuare a operare in tranquillità?
C’è la necessità di formulare una nuova politica della garanzia che veda un’equa ripartizione dei rischi in capo a tutti gli attori: imprese, banche, confidi, Stato o Regioni valorizzando così l’intera filiera della garanzia. Infatti l’accesso automatico e diretto da parte delle banche alla garanzia pubblica (Fondo Centrale di Garanzia) sta sostituendosi alla controgaranzia per tramite dei confidi depauperando i fondi pubblici a disposizione del sistema in quanto da un lato la garanzia diretta ha un tasso di sofferenza più elevato (4,9% contro 2,7%) e dall’altro arriva alle imprese un  minor volume di finanziamenti garantiti a parità di risorse pubbliche. Anche una nuova normativa di vigilanza ad hoc per i Confidi – che non sono come normali banche o intermediari finanziari puri ma hanno una valenza mutualistica e accessoria al credito – faciliterebbe l’operatività nel sistema.

CONFIDI LOMBARDIA
Confidi Lombardia è una società cooperativa di garanzia collettiva di origine confindustriale che riunisce oggi le risorse di nove confidi lombardi (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Pavia, Varese, Sondrio e Mantova) cui si è aggiunta, nel dicembre 2010, Fidindustria Biella, attiva sul territorio piemontese.

Attraverso i processi di aggregazione è riuscita a mettere in comune esperienze e competenze maturate in più di 40 anni di attività, per dare vita ad un ente che, con oltre 15.000 soci, ha oggi la forza patrimoniale e la professionalità necessaria per far fronte alle numerose sfide del mercato finanziario.

Confidi Lombardia rilascia garanzie a fronte di affidamenti e finanziamenti concessi dagli istituti di credito alle aziende socie. Tramite apposite convenzioni stipulate con le banche, Confidi Lombardia permette alle imprese associate di ottenere condizioni migliori nei tassi d’interesse e nell’accesso al credito.

I processi di fusione e il costante impegno per il miglioramento della struttura hanno reso possibile nel 2010, il riconoscimento di Confidi Lombardia come intermediario finanziario vigilato da Banca d’Italia ex art.107 del Testo Unico bancario. Una “certificazione” che assicura alle PMI ed alle banche solidità e professionalità, ma soprattutto permette il rilascio di una tipologia di garanzia che ha un impatto molto più forte e tangibile sulla disponibilità delle banche a concedere credito alle imprese a condizioni competitive. Una necessità sempre più spesso vitale in questa fase economica e finanziaria così delicata.

Confidi Lombardia aderisce a Federconfidi, la Federazione italiana dei Confidi Confindustriali.

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