Del Bono: “Fuori la politica dai Consigli di quartiere”

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A distanza di un mese dall’apertura dei seggi per i nuovi organismi dei Consigli di quartiere è il sindaco stesso a lanciare un appello al voto e un contemporaneo "invito" alla politica affinché rimanga fuori dalla faccenda.

Dopo i tribolati passaggi istituzionali che hanno portato alla definizione del numero e dei compiti dei futuri rappresentanti della cittadinanza all’interno dei 33 quartieri, e a quella per i modi e i tempi per la presentazione delle candidature, è iniziata in città la sequela di critiche e polemiche, non solo politiche, alla quale ora il sindaco cerca di porre fine. Come? Invitando i partiti a restare fuori dai giochi. Le parole di Emilio Del Bono sono riportate sull’edizione odierna del quotidiano Bresciaoggi: «Al di là della totale disarticolazione delle opposizioni resta che queste elezioni sono una grande opportunità per la partecipazione dei bresciani alla vita dei propri quartieri. La Lega ha ribaltato in due anni le sue posizioni, Forza Italia è divisa non solo nei collegi, ma adesso pure sui consigli di quartiere, con la segreteria cittadina che farà partecipare al voto e il Gruppo consiliare in posizione contraria. Piattaforma civica di Francesco Onofri e M5S hanno dichiarato la partecipazione. Capire la posizione delle minoranze è francamente difficile. Abbiamo voluto tenerli a debita distanza dalle partiterie, siamo sicuri che molti concittadini preferiscono non indossare una casacca politica in questa circostanza, preferiscono non far conoscere il loro orientamento partitico ma lavorare per il bene del loro quartiere come fanno negli oratori, nelle parrocchie, nelle associazioni».

Frequenti le polemiche, soprattutto dalla Lega, per il voto agli immigrati, così motivato da Del Bono: «Non sono organismi del decentramento amministrativo e quindi non deliberano alcunchè: sono uno strumento di partecipazione e dunque possono essere aperti anche agli immigrati con residenza in città».

Un commento anche sulla questione della residenza anagrafica scollegata alla sede dove i cittadini potranno esprimere il voto: «Abbiamo voluto evitare di tenere il voto strettamente legato alla residenza anagrafica nel quartiere perchè ci sono commercianti, artigiani e professionisti che abitano da una parte della città e lavorano in un´altra. Se sono noti e stimati potranno essere eletti, ma sono certo che gli elettori non sceglieranno nessuna persona estranea al loro quartiere, che vi abbia la residenza o meno».

«Anche se non mi aspetto grandi folle – aggiunge il sindaco, dalle colonne di Bresciaoggi – so che esserci vuol dire assunzione di responsabilità verso la città nell´ottica del patriottismo municipale». E se 33 consigli risulteranno essere troppi? «Li abbiamo definiti secondo la mappatura storica di Brescia, ma il Regolamento non è immodificabile: se non ci saranno abbastanza candidature qualcuno in futuro si potrà accorpare».
(a.c.)

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  1. Del Bono è stupefacente. Dopo aver costruito un sistemino fatto solo per piazzare i propri candidati, approfittando della debolezza e dell’incongruenza di lega e pdl, utilizzando i mezzucci messi in atto da Parmigiani e Fenaroli, ora ci viene a raccontare che i partiti devono stare fuori dai consigli? Ma dai, non ci crede nessuno. Vedrete quanti consiglieri "di area" pd e sel ci saranno: praticamente tutti. Si stanno ricostruendo le loro strutture periferiche a spese del contribuente

  2. Fuori la politica da un’operazione che ha solo un significato politico? I Consigli di quartiere non servono a null’altro che ha introdurre il principio che gli extracomunitari devono votare datosi che il potere reale degli stessi è totalmente nullo. O il sindaco è talmente ingenuo da non averlo capito o pensa xche i cittadini siano degli sciocchi. non se ne può più, di questa nuova aria che sa di stantio e di muffa.

  3. Del Bono chiama i bresciani al voto nel nome del patriottismo municipale: carino e anche pirotecnico come neologismo. Peccato che, sotto il profilo decisionale, la città sia saldamente nelle mani sue, della sua Giunta e dei suoi aficionàdos consiglieri comunali piddini e affini. Tutto il resto è noia, non ho detto gioia, cantava Califàno…

  4. Ridicolo , semplicemente ridicolo !!!! Ammettere i migranti dopo solo 5 anni di residenza non è ' una posizione politica???? Non è Fenaroli un coccola immigratis????? Ma voi se andaste in x es . Kenia , dopo 5 anni vi sentireste italiani o kenioti ??? Ed allora questi migranti pensate potranno portare avanti richieste o parlare di situazioni dei bresciani o solo x loro ????Queste consultazioni sono SOLO politiche !!!!! Ma noi non siamo scemi !!!!!

  5. C’era un partito anni fa (la lega) che diceva “ NO TAXATION WITHOUT RAPRESENTATION” , vi ricordate? Allora perché gli stranieri che abitano in Italia da piu di 5 anni, che lavorano, che abitano qua, che hanno i figli che vanno a scuola e parlano dialetto, che pagano le tasse non dovrebbero avere rappresentanti?

  6. Perché chi è CITTADINO ITALIANO vota in ITALIA ….gli altri votino nei loro Paesi o nei loro consolati ! Ma tu sai che molti nn sanno ne' leggere ne' scrivere in italiano ? Sai che moltissime donne nn sanno nemmeno parlare ? Te lo dice chi ha toccato con mano questo aspetto dei migranti nelle scuole …..le donne nn devono imparare la lingua italiana e sai, è così che i bravi padri iniziano il processo di integrazione dei loro fogliari. SVEGLIA AMICO MIO, sveglia !!!

  7. Abbiamo l’impressione che il sig. Sindaco di Brescia abbia grossissimi problemi. Proprio lui che è stato messo lì perchè è l’espressione plastica dei partiti di questa (derelitta) Brescia ci viene a fare la filippica contro i partiti….Ci vorrebbe un T.S.O…. con tutte la cavolate che scrive su faccialibro…Altro non fa , il nulla allo stato puro….Nessuna progettualità, nessun fatto degno di nota!

  8. apartitici ahaha la favola di cappuccetto rosso , se non deliberano alcunche’ sono inutili , altro spreco di denaro che poteva essere speso meglio , non arriveranno nemmeno al 30 % di votanti.

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