Ristrutturazione della pinacoteca Tosio Martinengo: la Loggia chiede aiuto ai cittadini

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Obiettivo 1 milione di euro. E’ ambiziosa la sfida avviata dalla Loggia attraverso i negozi del Consorzio Brescia Centro: da qui a San Faustino raccogliere parte del milione di euro da utilizzare per terminare la ristrutturazione della pinacoteca Tosio Martinengo, chiusa dal 2009.

E’ una sorta di mecenatismo in piccolo, ma diffuso, quella messa a punto dall’assessore e vicesindaco Laura Castelletti, assieme al direttore della Fondazione Brescia Musei Luigi Di Corato, desiderosa di raggranellare così, entro il 2018, il milione di euro da aggiungere ai due stanziati dalla Loggia e agli trattanti che si spera arrivino dal bando della Fondazione Cariplo (l’esito si conoscerà a breve). Il tutto per giungere alla riapertura nel 2018. La strada è dunque ancora molto lunga, e si punta sulla generosità dei bresciani attenti all’arte per accorciarla. Oltre alle donazioni liberali (attraverso il sito www.donate.bresciamusei.com) ciò che i cittadini possono fare è acquistare nei negozi del Consorzio oggetti legati al progetto, che serviranno a finanziare i lavori. Alcuni esempi: tazze, matite, quaderni, agende, cartoline, calamite, bloc-notes e altro, tutto griffato “Per una nuova Pinacoteca”. A fronte di ogni acquisto il negoziante rilascerà il voucher “Una Pinacoteca per amico. Un amico per la Pinacoteca”, per visitare Santa Giulia e la mostra su Fra Bartolomeo in due persone, di cui sola una pagante.
(red.)

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  1. Mecenatismo in piccolo, lo chiama il Comune. Intanto, assume due dirigenti in più (non c’erano "risorse interne" da valorizzare come vorrebbe la legge ?) che facendo un rapido calcolo sul contratto a tempo determinato ci costeranno circa 500.000 euro da quyi al 2018, la metà di quanto si chiede alla generosità dei bresciani, già spremuti dale tasse comunali, per ristrutturare la Pinacoteca. Beh, dal mecenatismo in piccolo…al sadismo alla grande.

  2. Spendono e spandono e poi si inventano di chiedere l’elemosina ai bresciani per la pinacoteca!Che coraggio!Intanto continuano ad assumere dall’esterno dirigenti fedeli alla linea!dopo le sbandierate riorganizzazioni, razionalizzazioni !che ipocrisia! e per non parlare della pletora di consulenti che hanno imbarcato! basti l’esempio dell’urbanistica dove ne è arrivato un bastimento per la mitica revisione del PGT!e dire che giusto domenica hanno fatto vedere a Report il brutto esempio della Regione Lazio! cambiano i suonatori ma la musica è la stessa!che indecenza!che vergogna!

  3. Per recuperare i soldi in alternativa alla questua si potrebbe pensare ad una riduzione delle deleghe assessorili!visto quanto costano questi amministratori,il numero degli assessori potrebbe essere dimezzato probabilmente senza grandi danni per la collettività! con il denaro risparmiato delle laute prebende che percepiscono in quattro e quattro otto salterebbero fuori i soldi per la pinacoteca e tanto, ma tanto altro ancora!

  4. Non era meglio cercare dei testimonial, personalità della cultura e dello spettacolo note a tutti che ci mettessero il proprio volto (magari gratuitamente) con uno slogan efficace e una serie di eventi ad hoc. All’estero funziona

  5. Un milione di euro per una Pinacoteca splendida ma inagibile da anni a fronte di milionate di euro buttate in consulenze senza ricorrere a validissime risorse interne. Da vergognarsi…

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