Campi nomadi, Rolfi: sempre aperti dalle giunte di sinistra

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“Basta aria fritta, Muchetti chieda ai bresciani chi ha chiuso i campi nomadi e chi li ha aperti.” Così Fabio Rolfi, consigliere regionale della Lega Nord commentando le dichiarazioni dell’Assessore alla Sicurezza del Comune di Brescia, Walter Muchetti. Continua il botta e risposta tra i due politici bresciani in merito ai campi rom, discussione partita dopo l’omicidio avvenuto a Roncadelle alla discoteca Copacabana, dove è rimasto ucciso un 30enne rom. “L’apertura dei campi nomadi, oltre che l’assistenzialismo e il mantenimento di questi fannulloni a Brescia – prosegue Rolfi – è merito unicamente delle giunte di centro sinistra, a partire da quelle presiedute da Corsini a da Martinazzoli. La chiusura di alcuni campi invece, da quello di via Buffalora a quello di via Girelli, è stata possibile solo e unicamente grazie alla Giunta Paroli. Allo stesso modo erano stati presi accordi per la chiusura di quello di via Orzinuovi, uno sgombero che lo stesso Del Bono non ha il coraggio di attuare. Questa è storia nota alla Città, il resto sono solo panzane di un assessore incapace e chiacchierone che è riuscito a farsi conoscere unicamente per aver mandato i vigili, privati di risorse e mezzi, in bicicletta a fare multe, anziché a contrastare l’illegalità diffusa e dilagante.”

 “Quanto alle case ALER – prosegue Rolfi – concordo con Muchetti sul fatto che vadano modificati i criteri di assegnazione introducendo la preferenza per chi risiede da almeno 15 anni in Lombardia. Questo è un impegno che intendiamo portare avanti, magari proprio con il supporto del Pd, considerate le parole dell’assessore alla sicurezza di Brescia. Altro discorso però è quello relativo al voler assegnare extra graduatorie, togliendo la casa ha chi è in attesa e ne ha diritto per darla ai rom di via Borgosatollo, come dichiarato dall’assessore Fenaroli. Questa è una vera e propria offesa alla Città, una follia figlia  del peggior assistenzialismo di stampo cattocomunista, di cui evidentemente – conclude Fabio Rolfi – la Giunta Del Bono ha molta nostalgia.” 

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