Il Centrodestra boccia i consigli di quartiere: nove cittadini su dieci non hanno votato

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Il centrodestra boccia l’operazione consigli di quartiere. Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia tirano le somme e la definiscono un “flop su tutti i fronti”.

Il primo giudizio negativo riguarda l’affluenza alle urne: “nove cittadini su dieci non sono andati a votare” affermano Nicola Gallizioli e Mattia Margaroli, capigruppo di Lega Nord e Fi, insieme a Mario Labolani di Fratelli d’Italia mentre il secondo è indirizzato direttamente “al centrosinistra”: meno della metà degli elettori che hanno votato Del Bono nel 2013 hanno ritenuto valida la sua proposta. Terzo e quarto voto negativo per la questione giovani e immigrati: solo una minorenne, una ragazza di 17 anni, è stata eletta. E di stranieri se ne sono presentati solo nove (il sindaco aveva aperto al voto anche ai giovani over 16 e agli stranieri residenti da almeno 5 anni nel Comune di Brescia).

Inoltre, secondo Margaroli “i 33 consigli non hanno poteri e dal sindaco non avranno risposte.” Paola Vilardi, consigliere di Fi incalza invece sulla questione economica: “ Ci dicano quanto è costata l’operazione, che doveva essere a costo zero, ma alle famiglie sono state spedite lettere e materiale elettorale”.

Il centrodestra, intanto, si prepara a contrattaccare: a gennaio Lega Nord, Fratelli d’Italia e Forza Italia riprenderanno con l’appuntamento “Sveglia Brescia”, cinque minuti di microfono aperto con i cittadini per raccogliere idee e proposte e definire un programma comune in vista della Loggia 2018.

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  1. nessuno del centrosx ha mai detto che sarebbe stato un successo di affluenza, ma lo è stato se si considerano i numeri Centrodx a rosicare

  2. e il fallimento del centrodx che non ha piazzato nemmeno un rappresentante? per quanto riguarda l’eventuale ascolto delle mozioni in arrivo dai quartieri credo che Margaroli abbia ragione: una macchina da perfezionare, di sicuro

  3. I cittadini non sono andati a votare. Il sindaco ha dovuto fare ”ammuina” verso i residuati della sinistra preistorica, quella spazzata via dalla storia. Questo pletorico organismo conta meno di zero. Invece di occuparsi di fresconerie, amministri la città, che è uno sfacelo per quanto concerne la situazione economica, i servizi, la sicurezza, la pulizia, la qualità dell’aria, del suolo: e chi più ne ha più ne metta. Credo che questa Amministrazione sia la peggiore che Brescia abbia mai avuto. Sembrava impossibile dopo la precedente!

  4. La smetta di fare retorica fine a se stessa. La partecipazione è sempre positiva.
    I bresciani hanno premiato nel 2013 un programma che l’amministrazione comunale sta portando avanti. Esso comprendeva anche la promozione alla partecipazione civica. Portare al voto il 10% degli aventi diritto al voto è un risultato notevole, visto che non era una consultazione nel senso usuale delle normali elezioni comunali. E vedere centinaia di persone che si sono candidate, oltre che di volontari ai seggi che hanno permesso la consultazione dimostra che il risultato è già stato raggiunto: il risveglio di una volontà partecipativa che era affievolita. Le critiche alla consultazione sono baggianate.

  5. Ubriaco di ideologia non si accorge che i votanti sono stati il 10% e ha scambiato il 10 col 100. L’attuale Armata Brancaleone, che è lo smorto epigono del PCI ( PCI che fu, comunque, un grande partito) e gli orfani del PCUS, con la testa ingombra delle macerie del muro di Berlino, non sono riusciti a mobilitare nemmeno i loro scherani. E lo chiamano t(ri)onfo.

  6. E’ assai ardua la rimonta del centrodestra a Brescia, quello che ha voluto pavoneggiarsi per l’inaugurazione a tutti i costi (lapsus freudiano) del Metrobus che "non gli apparteneva" (nel bene e soprattutto nel male) andando all’accordo tansativo con l’ATI Ansaldo-Breda costato altre decine di milioni inutili alle casse comunali. Bisognava andare davanti a un giudice e sbugiardare la gara d’appalto fin dalla sua nascita. Si preferì la passerella pubblica e magari la speranza che i Fermi-boys and girls dessero una mano a rivincere. Infatti, la Castelletti è vicesindaco di Del Bono e Fermi era ed è Presidente di Brescia Metro come prima lo fu di Brescia Mobilità…

  7. se proprio meglio spenderli o come qualcuno dice meglio giocarli per una parvenza di democrazia partecipazione piuttosto che per le carte di credito e spese private con gli amici di un tempo …….

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