Mottinelli contro la riforma Delrio: il governo non capisce le nostre difficoltà

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Il dibattito sull’attuazione della Riforma Delrio si riaccende a Brescia con una riflessione del presidente della Provincia Pier Luigi Mottinelli, che pone ancora una volta pesanti interrogativi sul destino dei servizi erogati dall’ente ai comuni e ai cittadini, e sul futuro dei dipendenti.

“Ho accettato di fare il presidente ”, sottolinea Mottinelli in una nota, “accogliendo la riforma Delrio come una sfida che i territori dovevano affrontare, cosciente delle problematiche che una riforma epocale porta con sé. Devo purtroppo constatare che ad oggi le risposte del Governo non ci sono”, continua, “sembra purtroppo che Roma non sia in grado di recepire le difficoltà di chi deve operare comunque per garantire e mantenere i servizi a Comuni e cittadini, che si troveranno dal primo gennaio privi di riferimenti istituzionali”.

Per quanto riguarda il personale, Mottinelli spiega che “la preoccupazione va oltre gli aspetti numerici: in un momento di crisi e di difficoltà generale per molti lavoratori, numerose famigliesi trovano ora nell’incertezza del posto di lavoro”. “Ai dipendenti”, commenta, “va la mia personale solidarietà”.

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  1. Sbaglia???Ma se tutti (quasi) i politici e giornalisti hanno elevato grida di giubilo per l’abolizione della provincie quali enti inutili….Adesso dicono che hanno sbagliato???certo, certo, certo….continuate così.Strade dissestate…questa è la riforma epocale del sig. Delrio… Ci si vede quando ci sarà la ripresa economica di Renzie….Ovvero dovrete fare i conti con gente disperata.

  2. I soli costi di funzionamento di tutte le Province erano stimati annualmente nelle ultime rilevazioni in 3,1 milardi di euro. I Consigli di Amministrazione di Enti e Società Pubbliche costano 2,6 miliardi e ben 2,2 miliardi di euro sono spesi in incarichi esterni e consulenze delle Aziende Pubbliche. Forse sarebbe il caso di mettere il naso anche da altre parti e magari, così per gradire, nei 140 miliardi annui di soli costi di funzionamento dei Ministeri (alla faccia delle analisi sul peso della burocrazia italiana…)

  3. Mottinelli parla di "Roma" come fosse un’entità a lui ostile, un cerbero spietato contro il buon aogverno periferico, oppure la vampiresca "Roma ladrona" degli storici strali leghisti. Nella realtà Mottinelli sta parlando del suo Partito, cioè il PD, dei suoi ministri come Delrio, del suo Presidente del Consiglio mai eletto nè facente parte di una coalizione uscita vincente dalle urne elettorali, di leggi che sono lo specchio dell’attuale centrosinistra che governa il Paese ede al quale Mottinelli appartiene. Cosa chiede, cosa vuole, di cosa si lamenta ?

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