Il re degli alberghi di lusso di Salò protagonista di un “Boss in incognito”

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I boss, a capo di importanti realtà imprenditoriali, camuffano il loro aspetto, si creano un’identità fittizia e passano dall’altra parte della barricata, fingendosi lavoratori alle prime armi. Seguiti da una troupe televisiva che finge di girare un documentario sul mondo lavoro, vengono istruiti, sulle nuove mansioni, dai loro stessi dipendenti, che ovviamente ignorano l’identità del ‘neo-assunto’. È questa la prova da affrontare nel reality “Boss in incognito” , in onda su Rai Due, a cui ha partecipato Fabrizio Piantoni, imprenditore originario di Limone.

Il 47enne, che oggi vive a Salò con la famiglia, ha fondato nel 1993 la catena di hotel di Lusso italiana “Blu Hotel”: 27 alberghi con 1500 dipendenti e un fatturato di 52 milioni di euro nel 2013. Fabrizio ha vestito i panni di Germano, timido e impacciato manutentore, e per sette giorni ha pulito camere, bagni e ha aiutato in cucina nei sui alberghi a Brescia e sul Lago di Garda. Ha ricevuto rimproveri e consigli, ascoltando anche le storie dei propri dipendenti. Alla fine della settimana Piantoni ha poi svelato la sua identità, tra l’imbarazzo e la sorpresa dei collaboratori.

“Ho deciso di andare in incognito – ha spiegato a Bresciaoggi l’imprenditore – perché per mantenere alta la qualità dell’offerta aziendale nell’impossibilità di alzare i prezzi, c’erano due possibilità: quella del taglio del personale o quella della riduzione degli sprechi. E’ stata un’esperienza che mi ha segnato molto e che mi ha fatto conoscere persone speciali.

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