Il digitale dimezza le sale parrochiali: sopravvivono quelle che investono

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Il digitale miete vittime tra le sale cinematografiche parrochiali: adeguarsi alle nuove tecnologie ha un costo che le parrocchie non si possono permettere, visto che solo il proiettore necessario costa intorno ai 60mila euro. Se quindi piano piano le sale si sono dimezzate, quelle che hanno deciso di sopravvivere fanno il grande passo, perché, come sostiene don Adriano Bianchi, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Brescia e del settimanale la Voce del Popolo, il cinema non è solo luogo di proiezione di film, ma anche un luogo di incontro per la cominuta. Ed ecco che, seguendo questa direzione, molte sale di digitalizzano. Ad oggi, scrive il Giornale di Brescia, sono 17 le sale parrocchiali di nuova generazione: Bagnolo Mella, Bienno, la sala del Villaggio Sereno e quella del Prealpino, Collebeato, Esine, Ghedi, Lovere, Manerbio, Montichiari, Nave, Palazzolo, Pavone Mella, Ponte Caffaro, Pontoglio, Provaglio d’Iseo, Salò. A ruota, si doteranno nel nuovo proiettore Edolo, Lodrino, Roncadelle, Inzino, il cinema di Sant’Apollonio a Lumezzane. 

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  1. vero, sprechi assurdi, a Pavone l’ha detto anche Pieraccioni, la sala d’Italia con meno spettatori… bella curiosità, ma non per i parrocchiani che la devono pagare.

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