Legge sui luoghi di culto, Bordonali: passo in avanti per la sicurezza

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"Con la nuova legge regionale sui luoghi di culto abbiamo fatto un passo in avanti in materia di sicurezza urbana”. Queste le parole dell’assessore alla Sicurezza e Immigrazione della Regione Lombardia Simona Bordonali in merito alla nuova legge regionale sui luoghi di culto. “Regolamentare un fenomeno”, spiega l’esponente del Carroccio, “significa creare una situazione di chiarezza e di legalità a vantaggio di tutti i cittadini. Dispiace che per far propaganda politica ci si inventino scenari apocalittici e sviluppi surreali. Così come incuriosisce notare come per l’occasione si siano tutti trasformati in costituzionalisti di spicco. In realtà la situazione è questa: fino a oggi le moschee di fortuna erano presenti in tutte le zone della Lombardia, magari ricavate in scantinati, senza che sussistessero basilari norme urbanistiche e di sicurezza. Questo creava problemi enormi per la vivibilità delle città. Ora invece viene stabilito che prima di realizzare un luogo di culto ci debbano essere una valutazione ambientale sull’impatto acustico, parcheggi adeguati per non intasare la viabilità dei quartieri e un impianto di videosorveglianza collegato con le Forze dell’ordine. Mi sembrano regole di buon senso che non impediscono una libertà di culto già ampiamente garantita nella nostra regione. Ricordo inoltre che questa legge prevede la possibilità di indire un referendum sulla realizzazione di nuovi luoghi di culto. Il parere dei cittadini, in democrazia”, conclude Bordonali, “sarà sempre più importante del trafiletto di ogni singolo opinionista".  

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  1. Ma adesso tutti i parroci (o forse solo quelli delle chiese nuove?) dovranno piazzare telecamere, inventarsi parcheggi e fare la valutazione ambientale sulle campane? E quale tipo di referendum si dovrebbe fare per costruire una chiesa? Ci vuole il quorum? A me, tutta questa storia puzza di volgare propaganda, come molte altre iniziative di amministratori legaioli, iniziative che si sono spesso rivelate farlocche e inconsistenti, provocando diatribe finite in tribunale a spese (come al solito) dei cittadini (ce le ricordiamo le alzate d’ingegno di certi sindaci, vero?).

  2. Fra qualche anno, quando anche da noi vedremo scorribande di pakistani contro africani contro indiani alla kenshiro ricorderemo il valore di iniziative come questa. Voi PDioti non lo sapete, ma siamo in Italia. Ancora per un po'.

  3. Un po’ fuori tema, ma vedere invece da noi decine di luoghi di culto cattolici (chiese) semideserti e frequentati prevalentemente da anziani solo la domenica, fa molto tristezza e anche un po’ rabbia. I musulmani credenti pregano sei volte al giorno, ormai i cattolici forse sei volte l’anno. Già, di questo passo e con la crisi irreversibile delle vocazioni, probabilmente fra poco dovremo preoccuparci di chiudere i nostri splendidi, storici luoghi di culto e contrastare al contempo l’apertura di quelli islamici. Ma ce la siamo in parte voluta noi, ovviamente.

  4. Siccome i terroristi si incontrano su facebook, cosa intende fare la nostra geniale assessora alle chiacchiere? Un referendum online?

  5. … ad abboccare in massa a certe baggianate? Davvero qualcuno è così ingenuo da pensare che le attività terroristiche siano organizzate in luoghi pubblici come le moschee e da persone arcinote come imam e frequentatori? O si crede che i servizi di sicurezza siano composti da una massa di idioti e quindi non sorveglino luoghi e persone "sensibili", oppure è logico aspettarsi che, come sempre è stato fatto per ambienti ritenuti pericolosi, siano in atto attività di stretta sorveglianza e di infiltrazione di informatori. Che queste attività possano non essere sufficienti e garantire la sicurezza al 100% è chiaro, ma di certo impedire l’esistenza di moschee o luoghi di aggregazione porterebbe ad una dispersione sempre più "sotterranea" ben più difficile da controllare, ma questo interessa poco o nulla a chi cerca solo facile consenso diffondendo allarme e paura (qualcuno lo chiamerebbe terrorismo).

  6. sara’ che gli imam non fanno propaganda ma in quasi tutti i paesi,specie quelli a maggioranza mussulmana questi devono presentare prima la predica che faranno,ed il venerdì le moschee sono tenute particolarmente sott’occhio dai rispettivi servizi segreti….

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