Sistema idrico integrato, continua il lavoro della Provincia verso il gestore unico

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La scorsa settimana si è svolta all’Istituto Tartaglia l’Assemblea d’Ambito per il Gestore Unico. Il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli, insieme al Consigliere Michele Gussago, ha illustrato ai sindaci dei comuni bresciani l’importanza di arrivare, entro settembre, a questo obiettivo.

 

«Non è solo una questione di rispetto della legge – ha dichiarato il Presidente Mottinelli – ma di una grande opportunità che ci darà la possibilità di pensare alle risorse e agli investimenti in modo unitario e non settoriale, con l’obiettivo di garantire ai cittadini un servizio migliore».

La legge 164/2014 (conversione del D.L. 133/2014 Sblocca Italia) ha introdotto novità in merito al Servizio Idrico Integrato, come noto costituito dall’insieme dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. Un intero articolo (art.7) riguarda infatti  le risorse idriche, nell’ottica di perfezionare l’attuazione delle riforma promossa dalla Legge Galli (L.36/1994), ridefinendo pertanto le funzioni degli enti coinvolti e individuando termini perentori per l’affidamento del Servizio Idrico Integrato  a un unico soggetto gestore.

I sindaci presenti all’Assemblea hanno ascoltato e condiviso le nuove esigenze del territorio.

« E’ ormai chiaro – ha continuato il Presidente Mottinelli –   che il sistema di rete idrica attuale presenta carenze che hanno già portato 63 Comuni bresciani in procedura d’infrazione europea. Dobbiamo creare una sinergia per il Gestore Unico, che ci permetta di adeguare gli impianti,  con le risorse necessarie, 860 milioni di euro,  per raggiungere l’obiettivo».

Nel corso dell’incontro i sindaci della sponda bresciana del lago di Garda non hanno nascosto la preoccupazione per la notizia di un’ ipotetica captazione da parte di A2A, per la città di Brescia, delle acque del lago di Garda. A tal proposito è intervenuto  il Consigliere Provinciale Michele Gussago.

«L’acqua è un dono, non un bene privato, è patrimonio di tutti, non di qualcuno. Posso garantire che questa paventata ipotesi non esiste nel Piano d’Ambito della Provincia di Brescia e quindi sarebbe un’opera non finanziabile, per la quale non si potrebbe dare il via al cantiere e di conseguenza attualmente non realizzabile. Se ci fosse un’emergenza, se fossimo in una situazione straordinaria – ha ribadito il Consigliere Gussago – ogni bacino tornerebbe utile per il bene della comunità, perché sarebbe doveroso garantire a tutti un servizio tanto importante. In una situazione ordinaria, un’opera simile non è ad oggi prevista, non è richiesta da alcun comune e/o società affidataria del servizio. Inoltre il nostro parere per il futuro è quello di mantenere il bacino idrico del lago di Garda in utilizzo ai comuni della zona. 

Quello di cui ci si deve preoccupare fin da subito è invece il sistema di depurazione del lago, che necessita  – ha concluso Michele Gussago – di interventi urgenti».

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