Stipendio da saldare, imprenditore vittima di minacce ed estorsione

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Lui gliene doveva 600, lei ne ha pretesi mille, accompagnando la richiesta con minacce. Succede a Leno: la vittima il titolare di un ristorante che ha denunciato una sua ex dipendente, una rumena di 45 anni residente a Ghedi. Come racconta il giornale di Brescia la donna aveva lavorato per un periodo nel locale e stava aspettando da tempo il saldo del suo stipendio, che ammontava a 600 euro. Spazientita dalla mancata risposta dell’imprenditore, la donna ha chiesto l’intervento del fidanzato, un kosovaro di 33 anni. Quest’ultimo ha deciso di agire con le maniere forti: ha chiesto al ristoratore 1000 euro e lo ha minacciato. La vittima, spaventata, si è rivolta ai carabinieri di Verolanuova che gli hanno consigliato di fingere di accettare la richiesta e di fissare un incontro. All’appuntamento e dopo il passaggio di denaro i militari sono intervenuti fermando il kosovaro che ora è sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora mentre la donna a quella dell’obbligo di firma.

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  1. Certo, se le cose stanno come riportato si è trattato di un gesto isolato, volto a tutelare una singola persona, ma è vero che di fronte all’arroganza e alla prepotenza di certi "datori di lavoro" (una volta li si chiamava "padroni" e rendeva meglio l’idea) la necessità di far rispettare i propri diritti porta a comportarsi un po’ sopra le righe. D’altronde i sindacati contano come i 2 di coppe quando non sono in combutta con le imprese, lo Stato tutela solo queste ultime (vedi job’s act)… Ormai i cittadini che si difendono da soli trovano sempre maggiori consensi, basta vedere le magliette indossate da molti alla manifestazione della Lega e di Casa Pound di ieri, dove si leggeva "IO STO CON STACCHIO" o ricordarsi delle numerose voci che si sono sentite in difesa del cittadino di Serle che ha ammazzato chi lo derubava.

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