Caffaro, Rolfi: no a chiusura, gravissime ripercussioni lavorative e ambientali

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E’ stata depositata mozione in Consiglio regionale riguardante la situazione dell’azienda Caffaro di Brescia. Primo firmatario Fabio Rolfi, vice capogruppo regionale della Lega Nord.

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

“Abbiamo depositato una mozione, – spiega Fabio Rolfi – che verrà discussa in tempi brevi, sulla situazione della Caffaro di Brescia. È imperativo scongiurare il grave danno ambientale che deriverebbe dal trasferimento, oltre che tutelare i posti di lavoro delle 40 persone, con relative famiglie, coinvolte.

Purtroppo la chiusura dell’azienda a Brescia significherebbe interrompere l’attività di pompaggio dell’acqua dalla falda, necessaria ad evitare l’inquinamento della stessa tramite il contatto con il suolo.

È da sottolineare che a nulla sono valse le sollecitazioni, anche da parte del Presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, al Governo affinché si riconoscesse questa particolare situazione riducendo i costi della bolletta energetica per l’azienda, molto pesanti a e all’origine della scelta di trasferirsi in Friuli.

Facciamo quindi nuovamente appello all’Esecutivo Renzi perché interrompa la sua inerzia dimostrando, almeno per una volta, di non essere menefreghista verso i significativi costi di bonifica che questo trasferimento comporterà.

Con il documento depositato chiediamo quindi alla Giunta – conclude Fabio Rolfi – di fare quanto possibile presso il Governo centrale per salvaguardare l’ambiente i posti di lavoro.”

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UN COMMENTO

  1. Guarda che gliela pago io la bolletta alla caffaro! Se ne va da brescia per andare in un altra regione? Ok dato che siamo in italia ( che e' un unico paese mi sembra) la regione che lo accogliera' gli fara' pagare amaramente il nuovo insediamento o accorpamento con tasse e penali oltre che dover risanare le zone inquinate, in piu' ssrebbe azienda da bollare come pericolosa per la societa' facendogli perdere ogni possibilita di lavoro in italia, che se ne vada all estero a trattare il territorio cosi, vediamo se gli fan lo sconto su luce-gas-acqua

  2. Sì, il problema è però che la proprietà attuale non è quella precedente (Snia) alla quale riporta l’originario danno ambientale. E la proprietà di oggi ritiene l’insediamento produttivo antieconomico proprio per quei 1,4 milioni di euro di costi legati al funzionamento delle pompe di captazione/idrovore che servono a mantenere bassa la falda evitando ulteriori danni ambientali. Per questo la proprietà Fedeli di Pisa si è decisa di trasferire l’unità produttiva in Friuli, peraltro mantenendo gran parte degli occupati. Cosa c’entri e cosa possa fare l’Esecutivo Renzi ci è difficile capirlo difronte a tali presupposti imprenditoriali. La domanda resta sempre la stessa: perchè non ci si è mossi, come minimo, dieci anni fa ?

  3. E' chi ha permesso la cessione della proprieta' sapendo di queste problematiche? Solito scaricabarili all italiana e chi paga sempre? Classica frase di Toto'!

  4. In altre parole Roma e i tutti gli Italiani devono pagare i disastri ambientali del Nord. Federalisti con i soldi di Roma !

  5. Le imprese si comprano, si vendono, si trasferiscono, purtroppo, a prescindere da variabili esterne, compresa quella di un danno ambientale pregresso. E quella della Caffaro è davvero una vicenda surreale alla fine della quale restano solo i cittadini inermi e danneggiati in un bene sacrosanto come la salute pubblica. Le istituzioni, nazionali soprattutto, possono davvero poco difronte a scelte strategiche imprenditoriali specie se assunte, di fatto, nel rispetto della legge.

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