Cava Macogna, Mottinelli: non accetto la mistificazione della realtà

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Il 31 marzo 2015, i componenti del Comitato contro la Cava Macogna, hanno interrotto il Convegno che si stava svolgendo a Iseo sulla Strategia Alpina per porre al presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli, alcune domande; subito dopo hanno abbandonato la sala, impedendo al presidente di rispondere, nonostante avesse dichiarato la sua disponibilità.

«Nella nota che il Comitato ha distribuito a Iseo – ha dichiarato il presidente Mottinelli – vengono citate alcune mie affermazioni, fatte in "campagna elettorale" per le elezioni provinciali, che sono un impegno preciso e trovano una coerente attuazione nel recente pronunciamento del Consiglio Provinciale, tenutosi lo scorso 30 marzo, dove abbiamo ribadito la nostra contrarietà alla discarica di Bosco Stella, nel territorio della Franciacorta, posizione assunta insieme al sindaco del Comune capoluogo, Emilio Del Bono – e continua – La Provincia, assunto impegno nel mio programma di insediamento, dedica particolare attenzione al tema della tutela e della salvaguardia dell’ambiente; peraltro, al di là del mio profilo amministrativo di sindaco e presidente di Comunità Montana, nutro una sensibilità spiccata per la salute e la qualità della vita dei cittadini, che mi porta ad avere grande attenzione per questi temi, ma ciò non significa che si possa giustificare il diniego generalizzato di autorizzazioni, qualora positivamente vagliate dalle autorità ambientali e sanitarie, posto che l’attività inerente lo smaltimento rifiuti, secondo la disciplina vigente e conforme alle direttive comunitarie, è attività di interesse pubblico».

Entrando nel merito, la Provincia di Brescia, con atto 2837 del 10/07/2013, data chiaramente precedente l’insediamento del presidente Mottinelli, ha autorizzato la discarica a seguito di una valutazione di impatto ambientale positiva rilasciata dalla Regione Lombardia con decreto n. 2915 del 3/04/2012, procedimento al quale hanno partecipato ARPA, che si è espressa favorevolmente, ASL, il Comune di Cazzago S.M., sul cui territorio insiste la discarica, e gli altri Comuni interessati.

Il parere negativo di ASL si riferiva alla valutazione di un precedente progetto per il conferimento di rifiuti non pericolosi, già bocciato dalla Provincia e dalla Regione. Successivamente l’ASL ha reiterato il proprio parere negativo, ma sollecitata dalla Provincia a valutare l’ultimo progetto, ha dato come unica prescrizione quella di spostare il pozzo della discarica stessa, non mettendo quindi in evidenza problematiche specifiche, prescrizione che è stata recepita in autorizzazione.

L’atto autorizzativo della Provincia è stato oggetto di verifica da parte di un perito esperto (CTU), nominato dal TAR di Brescia, che ha positivamente vagliato tutti gli aspetti tecnici del progetto autorizzato, soprattutto per quanto riguarda le quote di falda e per quanto concerne la rappresentazione stratigrafica del sottosuolo. Non avendo il geologo (CTU) riscontrato le criticità paventate dal Comitato, è seguita una revoca dell’ordinanza di sospensiva del TAR; la Provincia, dopo questo provvedimento, ha quindi rilasciato, come atto dovuto, il nullaosta.

«Il ruolo della Provincia – ha concluso il presidente Mottinelli – non è quello di fare programmazione, che spetta invece a Regione Lombardia, ma quello di rilasciare o meno autorizzazioni, assicurando tempi certi di assenso o diniego, come ben sanno tutti gli amministratori dei Comuni. Peraltro gli atti autorizzativi sono di competenza dirigenziale, come da Legge 59/97, mentre gli amministratori degli Enti Locali sono chiamati a un ruolo di indirizzo. L’Ente che rappresento si è sempre reso disponibile al confronto con chiunque e, nello specifico, con le amministrazioni comunali, attraverso l’impegno mio e del consigliere Giambattista Groli, incaricato alla Tutela e Valorizzazione dell’Ambiente, con la piena collaborazione del Settore Ambiente».

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