Porto di Livorno, accordo “storico” per il gruppo bresciano Gabeca. A battezzarlo una maxigru

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Ai curiosi è sembrato di stare sul set di una di quelle trasmissioni televisive che raccontano di trasporti eccezionali, con manufatti giganteschi mossi con la delicatezza di cigni di cristallo sulle strade del mondo. Ma non ci si trovava negli Stati Uniti o in Cina, bensì nell’italianissimo porto di Livorno, dove questa mattina (venerdì 17 aprile) sono iniziate le operazioni di consegna di uno dei “pezzi” più importanti del nuovo progetto che porterà nuova occupazione e ricchezza al territorio.

La nave Amoenitas con il pesante carico – una gru semovente tedesca Gottwald Hmk260 da 80 tonnellate, con una benna di 20 metri cubi – è arrivata nella rada del porto di Livorno intorno alle 2 di notte, per attraccare alla banchina Accosto 41 riservata alla Silos del Tirreno intorno alle 6, con la previsione di essere posizionata nella sua destinazione definitiva poco dopo pranzo. Un’operazione decisamente straordinaria, che ha suscitato la curiosità di molti e ha il sapore del “battesimo”. Perché con quest’opera prende simbolicamente il via la nuova gestione ventennale frutto dell’accordo tra Porto e la società Silos e Magazzini del Tirreno.

La società Silos e Magazzini – che fa parte del gruppo bresciano/toscano Gabeca ed diretta da Rino Russo – si occupa sin dagli anni Novanta di servizi collegati allo sbarco, imbarco di navi e allo stoccaggio e movimentazione in silos e magazzini piani di cereali, legumi, farine e pellet di legno. Un’attività rafforzata dallo storico accordo con l’autorità portuale che le ha affidato per 20 anni la concessione demaniale marittima di un’area del Porto di 22mila metri quadrati, su cui insistono già un corpo silos di stoccaggio cereali (25 grandi e 16 medi, alti mediamente 55 metri) da 35mila tonnellate di grano e uno spazio attrezzato, antistante il corpo silos sull’Accosto 41, dove sono posizionate le gru di aspirazione e la nuova Gottwald, per l’ormeggio delle navi da carico/scarico (la banchina può ricevere navi di lunghezza fino a 190 metri e 30mila tonnellate di merce a bordo ciascuna).

Per aggiudicarsi questi spazi la Silos e Magazzini ha programmato investimenti per circa 6 milioni di euro, che avranno ricadute significative – anche sul fronte occupazionale – sulle attività del porto e sul territorio circostante. La nuova gru (costata quasi un milione e mezzo di euro) si collegherà a una tramoggia di nuova tecnologia unita all’impianto esistente che permetterà di offrire un servizio più veloce nelle operazioni portuali, liberando così più velocemente la banchina (in due turni di lavoro è possibile svuotare una nave da 4mila tonnellate circa). Ma l’investimento più significativo (circa 3 milioni) riguarderà un nuovo magazzino per lo stoccaggio dei cereali e di altre merci da 3mila metri quadrati. Mentre quasi mezzo milione verrà impiegato per impianti di trasporto di ultima generazione e attrezzature finalizzati a meccanizzare ed automatizzare il business delle merci dopo lo sbarco.

“Con questi investimenti”, spiega il direttore della Silos e Magazzini Rino Russo, “intendiamo migliorare la nostra efficienza e fornire un servizio ancora più dinamico ai nostri clienti, che già sono alcune delle realtà più importanti d’Italia: penso a Barilla, ma anche a Casillo di Bari e alla Grandi molini italiani. Inoltre”, prosegue, “siamo orgogliosi di portare lavoro e ricchezza al territorio labronico anche in un momento di generale difficoltà per il Paese e le famiglie”.

“Questo importante accordo ventennale”, sottolinea la presidente del gruppo Gabeca Daniela Grandi, “rappresenta un ulteriore passaggio nella ridefinizione delle strategie del gruppo. L’agroalimentare sta assumendo un’importanza sempre maggiore nelle dinamiche di Gabeca. Il fatturato di Silos e Magazzini può crescere anche quest’anno in maniera significativa. E Grandi Riso, quarta realtà italiana del settore, promette di chiudere il 2015 con un risultato importante”. 

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