Le luci della città si accendono sul Fuori Expo di Brescia: martedì 5 a Palazzo Colleoni

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BsNews.it: notizie gratis di Brescia e provincia
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La grande avventura di Expo 2015 è dunque ufficialmente partita. I riflettori si sono accesi su Milano e sul villaggio globale che per sei mesi sarà il luogo dell’incontro e del confronto, la più grande e multiculturale piazza mondiale. Ma anche Brescia è pronta ad accendere le sue luci più sfavillanti, cogliendo l’occasione della grande vetrina milanese per mostrare il meglio di sé, nel sapere e nel fare, nell’arte e nella cultura. Lo farà a Milano, con le sei giornate “Together” che la vedranno protagonista negli spazi effimeri della kermesse mondiale, e lo farà a Brescia, nei suoi luoghi più significativi e rappresentativi, attraverso 180 giorni di eventi. E allora cosa succederà a Brescia nei prossimi mesi? L’attesa è finita, lo show sta per cominciare, e per conoscerne i dettagli e il dietro le quinte, l’appuntamento è fissato per martedì 5 maggio alle 20,30 con “LUCI DELLA CITTA’.
Il racconto di Brescia per Expo”. Nel cortile di BREND, il nobile palazzo Colleoni, già sede del Tribunale e ora alle fasi finali del suo recupero, si svolgerà il racconto a più voci, accompagnato da video e da immagini, della genesi e dello svolgimento di un cartellone turistico e culturale di prim’ordine, realizzato dal Comune di Brescia mettendo insieme le energie più propositive del territorio e valorizzando il meglio del patrimonio, delle storie, della musica, dell’arte, della creatività di cui Brescia è così sorprendentemente ricca. Brescia è pronta a far brillare la sua più sfavillante stagione di eventi e appuntamenti, preparatevi a farne parte, a partire dal 5 maggio.

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  1. commenti zero, interesse zero. Sarà la solita rimpatriata della Brescia degli arricchiti ormai sul viale del tramonto. Nemmeno Magazzino 47 si scomoderà per così poco.

  2. Ecco, forse sono la nobile sede e di conseguenza l’etimologia dei Colleoni, come lo stesso condottiero Bartolomeo diceva descrivendo lo stemma araldico di famiglia, a non essere proprio il massimo per l’immagine esterna…

  3. La "Frankfurter Allgemeine Zeitung" è un quotidiano abbastanza conservatore, colto e prestigioso, mica un bollettino del Magazzino 47. Fa perciò una certa sensazione la stroncatura dell’Expo pubblicata il 1 maggio (N. Maak, "Die Expo in Mailand: hier ist keine Allegorie zu schief"). Dopo le inevitabili informazioni sulle consuete magagne di casa nostra (corruzione, impreparazione, corsa contro il tempo per ultimare l’allestimento ecc.), l’articolo si concentra sulla sostanza, e cioè un’esposizione che vorrebbe curare il mondo ("Nutrire il mondo, energia per la vita" recita modestamente il suo slogan ), ma che è soprattutto "uno spreco orgiastico di materiali di dimensioni epocali" (Materialverschwendu ngsorgie von epochalem Ausmaß). Un’orgia di acciaio, cemento, vetro e plastica che ridicolizza l’ideologia unanimistica che vorrebbe mettere insieme MacDonald e agricoltura bio, ogm e cucine del territorio. Infatti, i padiglioni non sono altro che vetrine in cui gli stati diversi espongono le loro mercanzie e, al massimo, stili nazionali: piante di riso chicchi di caffè, macchine agricole e così via. Nessuna proposta sostenibile o a bassa tecnologia viene da questa fiera del consumismo per happy few travestita da soluzione globale. Così, al netto della retorica nazional-renziana della "ripartenza italiana" (una narrazione che, giorno dopo giorno, si rivela sempre più vacua e fastidiosa), dei feroci black bloc e dei milanesi che si rimboccano le maniche, quello che resterà tra sei mesi, molto probabilmente, saranno edifici abbandonati, insegne penzolanti e montagne di cartaccia, plastica e vetri rotti. Quattordici miliardi di Euro buttati al vento, senza aver nutrito nessuno, ovviamente. Questo era uno dei messaggi della manifestazione anti-Expo, se le imprese dei guerriglieri caserecci vestiti di nero non l’avessero cancellato. Per fortuna, c’è un quotidiano conservatore a ricordarcelo.

  4. …mentre Sbrend è una copia da poveracci non certo di Expo, ma della fiera di Montichiari. Ci sarà qualche industrialotto convinto con le buone o le cattive a cacciare 7000 euro a settimana per esporre le proprie mercanzie, quando con la stessa cifra le si possono visionare su internet per i prossimi 7000 anni. Ma si sa, la cosa è stata fortemente voluta dal "sistema brescia", capeggiato da una assessora che ama oltre ogni cosa i vernissage.

  5. Ti rode o come ti rode il fatto che EXPO sia partito in tempo e bene. Al di la’ di alcune pagliacciate (in primis i bistro’ Farinettiani) l’esposizione e’ meravigliosa, bene organizzata e molto interessante. TU che ci regali il verbo dall’alto del tuo piedistallo potresti almeno constatare dal vivo prima di sciorinare i soliti luoghi comuni. Bravo! Hai pure trovato il riferimento di un quotidiano conservatore perche’ altrimenti passeresti per il solito disfattista quale resti. Oh hai ragione c’e’ pure lo stand del Mc donald’s o della Coca-Cola, uno scempio vero e proprio. Sarebbe stato meglio utilizzare danaro pubblico per evitare le vagonate di soldi che questi due sponsors hanno sganciato. Tranquillo non ci sono andata allo stand del MC Donald’s, mi son portato da casa del pane bio, coppa piacentina dop e acqua di fonte. Non siete credibili

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