Era ubriaco l’automobilista che ha travolto e ucciso il ciclista 61enne di Vobarno

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Quando ha travolto e ucciso il 61enne ciclista di Vobarno il suo tasso alcolico era di 1,2 microgrammi per litro di sangue. Quasi tre volte il limite consentito dalla legge (0,5 mg/l). E’ stato proprio l’automobilista a chiare carabinieri e 118 in seguito allo scontro, ma quando sono arrivati i soccorritori per l’uomo non c’era già più nulla da fare.

I carabinieri hanno sottoposto l’automobilista all’alcool test dal quale è risultato ampiamente positivo. Per lui – un 42enne operaio residente a Vobarno – è scattata la denuncia per omicidio colposo e guida in stato d’ebbrezza e gli è stata sequestrata l’automobile.

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  1. un ragazzino neopatentato credo che dovrebbe essere affidato ai servizi sociali se dovesse commettere un omicidio di questo genere…purtroppo è solo la maturità a farti conoscere la responsabilità, ma visto che si tratta di un 40enne credo che il carcere sia d’obbligo…

  2. ciò, dici che se lo avesse ucciso un ragazzino sarebbe meno grave? cosa vuoi che interessi alla famiglia, o a lui stesso, chi l’ha ucciso…è il motivo pòer cui è morto ad essere assurdo, perché qualcuno, adulto o ragazzino, ha deciso di bere e di mettere a rischio la propria e l’altrui vita

  3. Come fate ad essere così sicuri che la responsabilità sia dell’automobilista? Magari è davvero così, ma a me, parecchio tempo fa, capitò di investire un anziano ciclista a causa di un suo improvviso spostamento; per fortuna non ci furono gravi conseguenze se non qualche escoriazione e la bici da buttare per il vecchietto e una bella ammaccatura per la mia auto. Quando successe a me era giorno (chissà se il povero ciclista aveva le luci accese?) ed ero perfettamente sobrio, semplicemente non è stato possibile evitare l’urto, pur viaggiando entro i limiti di velocità; se malauguratamente avessi avuto un po’ d’alcool nel sangue o tracce di qualche sostanza consumata due giorni prima, sarei passato per un assassino, pur senza alcuna reale colpa. La legge penalizza molto chi guida con tasso alcoolico superiore al consentito e comunque sono d’accordo sul fatto che la norma debba essere rispettata, ma la responsabilità di un incidente andrebbe accertata con cura, secondo le dinamiche che lo hanno provocato, non solo in base all’alcool consumato.

  4. Dalle indagini risulta anche che il povero coclista morto avesse il fanalino spento, è giusto che l’investitore paghi severamente in quanto non ci si mette alla giuda se si è bevuti, ma è altrettanto vero che troppi ciclisti sono piuttosto avventati. I fanalini, specoie quello posteriore servono per essere visti. ma tanti se ne fregano

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