Operazione Mani di fata: confiscati 2 milioni di euro a due coppie cinesi

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Sei immobili, le quote di un ristorante cinese molto conosciuto, titoli e conti correnti per 800mila euro: il bottino dell’operazione "Mani di fata" della Direzione Investigativa Antimafia di Brescia è stato decisamente ricco.

A distanza di due anni dall’operazione che l’Antimafia e la Squadra Mobile condussero in porto nell’ambiente della malavita organizzata di stampo cinese, è arrivata nei giorni scorsi la notizia della definitiva, irreversibile, confisca di mobili ed immobili per due milioni di euro complessivi. Ad essere state colpite sono due coppie di cinesi, marito e moglie, residenti a Brescia ed attivi da anni in diversi giri illeciti.

A commentare la notizia, sulle colonne di Bresciaoggi, è stato ieri il il Procuratore Generale Pierluigi Dell’Osso: "I cinesi per molto tempo hanno rappresentato delle enclave in sè stesse chiuse. Si finanziano tra di loro. Addirittura l’esercizio della prostitzione cinese era fino a qualche tempo fa tema, dominio, materia dell’enclave cinese. Non si proiettava al di fuori. Con il tempo le cose sono un po’ cambiate. In Italia è aumentato l´arrivo dei cinesi che poi devono pagarsi il viaggio. Sono poi arrivati anche i nigeriani che hanno portato la prostituzione organizzata in Italia. I cinesi hanno quindi capito che non valeva la pena limitare l´esercizio della prostituzione all´interno della loro etnia".
(red.)

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  1. Basterebbe dare un’occhiata agli annunci ammiccanti che si trovano su Internet per capire quale sia la natura delle prestazioni.
    Sono anni che sanno che la maggior parte dei negozi di massaggi sono Inestati a dei prestanome di comodo. Dove pensavate che finissero tutti quei soldi acquisiti in nero? Riciclati in altre attività o inviati nel paese d’origine!

  2. bravi comunque ma bisogna fare di piu . stanno comprando tutto loro chissa perche chissa come mai…. bar . case . negozi . e c

  3. stan comprando tutto loro si…ma che si vergogni la gente italiana che compra cinese! io saro’ pure di sinistra ma piuttosto di comprare dai cinesi o da stranieri rinuncio. io giro in panda…tutti i fenomeni di destra che girano con auto tedesche o coreane non si vergognano?!

  4. …parli tanto per parlare…libero mercato ? ma dove , fatti un giro in qualunque posto dove ci sono cinesi , scordati la fattura….attività al 90% illecite in quanto società che nel giro di due mesi aprono e chiudono in odore di controlli e spariscono per aprire di fianco ovviamente con un amministratore che di solito è residente in cina piuttosto che in thailandia.., quindi vallo a pescare te che sei bravo che parli del libero mercato! libero mercato un par di meloni….

  5. secondo me è proprio il mercato così libero che più libero non si può che favorisce anche le illegalità. Ormai le vecchie licenze non servono più, chiunque può aprire un’attività con una semplice comunicazione e non ci sono controlli seri né sulla professionalità, né sulla rettitudine di chi si dedica al commercio e all’imprenditoria, quindi la strada è spianata per disonesti di ogni risma. Non parliamo poi delle mille possibilità di utilizzo di prestanome e girandole di società, sistemi di "scatole cinesi" che sono consentite a tutti gli imprenditori, quindi anche a quelli cinesi che, appunto, approfittano come e meglio di quelli italiani della deregolamentazione e dell’assenza dei famigerati "lacci e lacciuoli" eliminati in ossequio alla religione della libertà d’impresa.

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