Scoperto il fungo che mangia Pcb, ma a Brescia non verrà utilizzato

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Un fungo che inghiottisce le tossine del Pcb. No, non è un sogno, ma la recente scoperta della General Environment di Romano di Lombardia (Bg), società specializzata in bonifiche. Gli uomini dell’azienda avrebbero prelevato un campione di terra da Via Rose di Sotto, che avrebbero sottoposto all’azione del fungo. Risultati? Secondo le verifiche fatte dal dipartimento dell’Università di Pisa e dal laboratorio Indam Ecosfera di Castel Mella in un mese la presenza di pcb sarebbe diminuita del 50 per cento.

Ma l’uso non sarà così immediato: l’Ersaf (ente regionale per i servizi all’agricoltura), che sta già sperimentando sulla Tangenziale Ovest alcune piante le cui radici son in grado di assorbire pcb e metalli pesanti, ritiene che i funghi, benché interessanti, non siano davvero efficaci. “La contaminazione dei terreni agricoli nell’area Caffaro è costituita anche da metalli pesanti – dichiara al Corriere della Sera Paolo Nastasio, dirigente della struttura Biodiversità di Ersaf e capo del comitato scientifico di valutazione – sui quali i funghi non sono efficaci”.

Sperimentare però non avrebbe di certo fatto danni, ma la cosa non è andata in porto perché, come riporta il quotidiano,  la General Environment chiedeva, sobbarcandosi i costi iniziali, un ritorno economico nel caso ci fossero stati di risultati positivi: condizione che Nastasio non ha potuto accettare. 

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UN COMMENTO

  1. L’atmosfera di Venere, ad alto tasso di ammoniaca, ha consentito la nascita del fungo che si nutre di Pcb.
    Un meteorite (o una navicella aliena) ha portato il fungo sulla terra, dove vive e prolifica.
    La produzione di Pcb consentirebbe la coltivazione del fungo, ovviamente non commestibile per l’uomo.
    Resta un dubbio: l’opera digestiva è una funzione chimica di scomposizione degli elementi e i residui sono innocui o c’è da preoccuparsi per l’accumulo, senza smaltimento, nei nuovi organismi? Bah.

  2. quante cose ci dobbiamo digerire…. Tutto per rasserenarci e così comitati e altri se ne stanno zitti. Ma se è vero come è vero che l’inquinamento di queste aree è durato quasi 50 anni si deve presumere che l’inquinamento si sia sedimentato anche in profondità. Quindi il fungo se può fare qualcosa agisce solo sui primi 2-5 centimetri di profondità, il resto ??? i restanti 10/20 metri???

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