L’ex Prefetto di Brescia condannata a otto mesi per abuso d’ufficio: pena sospesa

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L’ex Prefetto di Brescia, Livia Narcisa Brassesco Pace, è stata condannata a otto mesi con pena sospesa. L’ex prefetto, che aveva scelto di essere giudicata con rito abbreviato, è stata ritenuta responsabile di abuso d’ufficio per aver restituito una patente di guida prima del tempo. Anche gli altri imputati sono stati condannati a otto mesi, chi per abuso d’ufficio, chi per falso in atto pubblico.

Assolta la figlia avvocato dell’ex Prefetto, mentre per il medico la condanna è stata di 20 giorni e 60 euro di multa. La vicenda riguarda la restituzione della patente di guida al figlio di un imprenditore lumezzanese che aveva chiamato l’allora Prefetto per chiedergli di accelerare i tempi di restituzione della patente del figlio, di cui è tornato in possesso dopo 63 giorni anziché attendere la scadenza degli 80.

A quanto pare Livia Narcisa Brassesco Pace gli avrebbe detto di procurarsi un certificato medico falso da allegare alla pratica di ricorso. Certificato firmato dal medico coinvolto nella vicenda che diceva che il giovane guidava oltre i limiti di velocità per portare le medicine alla nonna.

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UN COMMENTO

  1. Al medico, che ha emesso un documento FALSO, 60€ di multa… quasi lo stesso importo che ho pagato per aver superato di 1Km/h il limite di velocità di 70Km/h… mi sembra un pò incoerente…

  2. La Signora Brassesco ha le sue responsabilità. Ma sull’ultima vicenda non voglio infierire. Colpisce certo l’interesse dell’opinione pubblica per la condanna. Ma non è la cosa più grave da imputarle. Per quel che posso conoscere, è stata il peggior Prefetto che Brescia abbia avuto da decenni a questa parte. Questa la questione vera. Nasce un problema, però, che non riguarda la signora Brassesco. Ma Brescia. Come mai tanti (troppi) silenzi, tante adulazioni, tante omertà, tanti opportunismi, tanti falsi encomi? I più seri e responsabili – quando si pose il problema del suo trasferimento – rispondevano: come fai ad attaccare la Prefettura? Si rischia la delegittimazione non della persona, ma dell’Istituzione. Delle Istituzioni.
    Mi chiedo, più in generale e ben al di là della signora Brassesco, si danneggia di più un’istituzione criticando e sollevando dalle responsabilità gli incapaci o far finta di nulla e tenerceli per anni ai posti più elevati di responsabilità?

  3. Bragaglio potrebbe ricordare, a proposito di adulazioni, che l’addio ufficiale al Prefetto (su indicazione nel 2009 dall’allora Ministro degli Interni Maroni) ha visto la presenza del Cardinale Re, degli Onorevoli Saglia, Molgora e Galperti, Benchè invitato, non c’era invece Del Bono. E pure ricordare che l’encomio pubblico più significativo, ricambiato caldamente dalla Brassesco, è arrivato dal Presidente AIB Marco Bonometti. Già, dimessasi in sordina da Prefetto, la Brassesco era già il 2 aprile nel CDA di Capital Shuttle (Finanziaria del Gruppo Veneto Banca) e pure nel CDA di Sogea, società di formazione manageriale, facente capo al Gruppo Rina di Genova (la Brassesco è genovese) guidato da un altro noto Cavaliere del Lavoro cioè Ugo Salerno, a suo tempo transitato in grandi Gruppi pubblici. Della serie: lasci un lavoro, ne trovi subito due. I tempi sono duri per gli altri…

  4. Quindi? Che valore aggiunto porta il tuo intervento? Cosa c’entra Bragaglio se c’era il Cardinale Re al suo addio? Perche’ devi fare il primo della classe con la solita velina che ti passa il M5S bresciano di cui sei il portavoce (non?) ufficiale?

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