Il Brescia avvisa la Figc: nessun trattamento di favore al Parma

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Massima trasparenza, nessun trattamento di favore ma semmai giustizia. E’ questo ciò che, formalmente, la società Brescia Calcio ha chiesto alla Figc e al suo presidente Tavecchio in merito alla questione relativa alla trattativa per il salvataggio del Parma e della conseguente possibilità che il Brescia non retroceda in Lega Pro. 
Ormai da mesi si parla del salvagente al quale potrebbe attaccarsi il Brescia in caso il Parma fallisca. Dopo diverse aste fallimentari andate a vuoto, l’ultimissima solo due giorni fa, l’unica cosa che potrebbe salvare la società ducale è un esito felice della trattativa privata che potrebbe decollare tra il curatore fallimentare e le due cordate interessate all’affare. Ma il nodo della questione riguarda i debiti della società, sicuramente ben più pesanti dei 22,2 milioni di euro di cui si parla negli ultimi giorni, una cifra talmente bassa da spingere le due cordate a pensare seriamente all’acquisto. Cosa c’entra la Figc? La questione è esclusivamente di carattere sportivo: tocca alla Federazione, e non ai curatori fallimentari, quantificare il debito, appunto sportivo, accumulato dalle proprietà del Parma; inoltre tale debito deve comprendere tutte le voci legate a contratti e stipendi, e anche i  milioni di euro concessi in via straordinaria per l’esercizio provvisorio disposto dal Tribunale fallimentare da parte della Lega. 
Per ribadire tutti questi concetti il Brescia ha spedito una lettera, firmata da Sagramola, a tutti i consiglieri Figc, alla Covisoc e alle leghe di A e B. Nella missiva è chiarito che il Brescia non si aspetta alcun trattamento di favore per il Parma, lasciando intendere che se dovessero essere rilevate operazioni ritenute lesive dei propri diritti si ricorrerà ad ogni azione legale per tutelare i propri interessi. 
(red.)

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