Brescia Calcio, Sagramola: scoperti nuovi debiti, maggior sforzo da parte degli azionisti

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Debiti che andranno sanati con un maggior sforzo degli azionisti, il caso Parma – e l’indissolubile filo che lo lega a Brescia – giocatori e tifosi: sono tanti gli argomenti messi sul piatto dal Corsera nell’incontro-intervista con Rinaldo Sagramola, amministratore delegato e direttore generale del Brescia Calcio. La questione sulla quale Sagramola si sta impegnando di più è,sicuramente, la vigilanza sul caso Parma: "Noi siamo stati penalizzati per aver pagato in ritardo 59mila euro. Essendo io l’amministratore ho il dovere di tutelare il patrimonio societario. In tutti i modi e a tutti i livelli – racconta,  e continua – nel caso in cui il Parma venisse salvato, faremo tutti i passi che le normative interne alla federazione e non solo ci consentono. Andrò fino in fondo, potete giurarci".

L’ad confessa al quotidiano anche di aver trovato qualche spiacevole sorpresa nel controllo conti, in particolar modo nei confronti dei fornitori, cosa che comporterà un ulteriore sforzo da parte degli azionisti per risanare la società. E proprio sulle figure degli azionisti Sagramola chiosa sul ruolo di Bonometti e sugli altri investitori e chiarisce il ruolo di Ubi – "Non è azionista, assolutamente. E non incide sulle scelte gestionali. Il debito nei suoi confronti verrà scadenzato a partire dal 2019". Ultima questione allenatore e giocatori: Sagramola non conferma ancora al cento per cento  Boscaglia e difende la scelta di rinnovare il contratto a Caracciolo per 3 anni. "Ha grandi motivazioni, ed è un attaccante importante. È stato il primo a voler restare indipendentemente dalla categoria".

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