Musil, lo scomputo concesso a Basileus fa discutere in Commissione

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30mila metri in più da costruire? Una follia. Ad esprimersi così è l’ex assessore, attuale consigliere comunale di Forza Italia, Paola Vilardi, in merito al piano che interesserà l’ex Comparto Milano, in particolare il futuro Musil. 

Presieduta dal Democratico Aldo Boifava, la riunione di ieri della Commissione urbanistica era la quarta tappa di avvicinamento al Documento di Piano di Governo del Territorio che l’amministrazione vorrebbe approvare entro l’estate. In particolare ieri si è discusso di Musil, le divergenze manifestatesi e la necessità di approfondimenti chiesti dalla minoranze renderanno necessaria un’altra seduta ad hoc della Commissione solo su questo argomento. Il punto critico evidenziato ieri è stato lo scomputo concesso a Basileus, quanto cioè la Loggia concederà alla società a compensazione della spesa sostenuta per realizzare il museo. Secondo l’opposizione sarebbero troppi 30mila metri quadrati in più per Basileus, a scomputo dei 30 milioni di spese per il Museo. 

Le parole dell’ex assessore e di altri dell’opposizione, sono riportate stamane sulle colonne di Bresciaoggi: "Chiedo di focalizzarci sul Musil, perché qualsiasi ragionamento sull´intera area non può prescindere da un´idea precisa su ciò che se ne vorrà davvero fare, per noi il museo rimane un bagno di sangue. Quei trentamila metri quadrati in più sono una follia, il piano originario era particolareggiato e aveva un senso, oggi il progetto è senza costrutto e la compensazione, così concepita, altro non è che un gentile cadeau riservato a Basileus. Daremo battaglia, non è pensabile che la questione del Musil non approdi in Consiglio per discuterne a fondo e che venga mascherata in una variante al Pgt, secondo una logica del prendere o lasciare".

Sulla stessa lungheza d’onda altri due membri della Commissione, Francesco Onofri di Piattaforma Civica: "Registro delle incoerenze rispetto al programma di Del Bono in cui si puntava al rilancio della domanda nel settore immobiliare. Continuare a buttare, ancorché su carta, volumi su volumi per decine di migliaia di metri cubi significa invece deprimere ulteriormente un mercato già asfittico e non capire che forse occorrerebbe un piano Marshall che faccia leva sugli oneri di urbanizzazione e che contingenti le volumetrie", e Nicola Gallizioli della Lega: "Due le cose che contesto, la prima è che in tutti gli altri comparti ex produttivi si cala la slp, qui invece se ne aggiunge, e questo mi suona strano; dato che si ragiona su un Comparto di oltre duecentomila metri quadrati, la legge non prevede che i piani attuativi siano competenza della Giunta".
(red.)

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