Bragaglio (Pd) sul Bigio: referendum? Meglio che si esprima il Consiglio

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Claudio Bragaglio
Claudio Bragaglio

“Referendum sul Bigio? Meglio un confronto e una decisione del Consiglio Comunale”. Così interviene l’ex assessore Claudio Bragaglio (Pd) sulla questione del ritorno del Bigio e sulla raccolta firme per indire un referendum promossa da Mario Labolani e da altri nomi noti del centrodestra bresciano.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVENTO

Leggo in questi giorni d’una iniziativa referendaria sul ‘Bigio’. Sulla legittimità, nulla da obiettare. Nel merito una qualche riflessione. Considerato anche il fatto che per la modifica della Delibera del 3.8.2012 – approvata dalla Giunta Paroli, per il riposizionamento della statua in Piazza Vittoria – molto s’è discusso, ma poi nulla s’è deciso. Né – va precisato – possono considerarsi in vigore le due Delibere del 1945 del sindaco Ghislandi, visto che la seconda (11.12.1945) ipotizzava in alternativa al Bigio una stele riportante i nomi dei caduti per la libertà, con l’attivazione d’un relativo bando di concorso. Sulla fattibilità del referendum va altresì rilevato che, in base al Regolamento in vigore ed ai tempi realisticamente prevedibili parliamo eventualmente della primavera del 2017. Visto che tutta la procedura dev’essere conclusa entro il 31 dicembre dell’anno precedente la data di celebrazione del Referendum.Quindi, anche di cose lontane e tutt’altro che scontate. D’altronde, una raccolta firme per il Referendum, promosso dal Centro Destra a partire già dal febbraio del 2014 contro il voto degli stranieri per le Circoscrizioni, s’è poi perso nelle nebbie delle intenzioni (soprattutto della Lega), non andando oltre le prime mille firme raccolte (delle 10 mila necessarie). Come sempre: ben più facile proclamare che fare! Allora, come oggi, penso. Senza sottovalutare, poi, anche il dover spiegare ai cittadini una spesa di 6-800 mila euro per la sua celebrazione. Altro che porfido tirato a lucido in corso Magenta. Per non dover risalire, poi, ai due referendum (1998 e 2001) contro il Metrò che, su un tema di ben più grande impatto, non seppero neppure raggiungere il quorum necessario.

Tutto può essere compreso, anche se non tutto è giustificato. Dal confronto culturale, all’interesse politico. Dalle logiche dell’opposizione, allo spazio delle polemiche e delle strumentalizzazioni. Dalla fondata preoccupazione di non rompere la città, alla necessità di decidersi a far qualcosa, che non sia un periodico rinvio. A mio parere si può utilmente ripartire dal parere della Commissione Minini, che a suo tempo è stata costituita dal sindaco Del Bono. Mettendo in campo, quindi, non solo un sì od un no per il Bigio in piazza Vittoria (come risulterebbe dalla semplificazione d’un ipotetico referendum), ma un preciso e ben più valido percorso culturale di riflessione della città, che consideri anche una proposta di ‘musealizzazione’ della statua stessa. Come autorevolmente (e per me convintamente) sostenuta da più parti. Insomma un percorso che, senza affidarsi alle incertezze delle calende greche, a strumentalizzazioni o alle forzature polemiche d’un referendum, approfondisca un confronto ampio, con l’intento esplicito d’una scelta decisionale ed in tempi utili in sede di Consiglio Comunale.

Claudio Bragaglio

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