Alfa Acciai archivia il 2014 in positivo, nonostante la crisi del settore

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Nonostante la profonda crisi del settore, un anno positivo. Chiuso nuovamente con il segno più. E’ questo il bilancio di Alfa Acciai, presentato ieri in una conferenza dai due soci di riferimento (il presidente Ettore Lonati e l’ad Amato Stabiumi), accompagnati dal direttore finanziario Alberto Tagliabue e dal direttore generale Giuseppe Cavalli.

Alfa Acciai Spa ha chiuso l’esercizio 2014 con un calo dei ricavi del 10 per cento dovuto soprattutto alle variazioni del prezzo del rottame, visto che le tonnellate complessive prodotte e vendute (per il 53 per cento in Italia e il 23 per cento in Algeria) sono addirittura cresciute. Il risultato netto è di 173 mila euro. Mentre l’Ebitda è salito del del 44% (a 11,623 milioni) e l’indice di indebitamento è calato di altrettanto (meno 44%). Un quadro comunque positivo, ma preoccupante se confrontato con quello del 2007, quando la grande crisi non era ancora arrivata. Rispetto ad allora, infatti, la produzione è passata da 1,5 milioni di tonnellate a 1,036, mentre i dipendenti sono scesi da 815 a 654 (patrimonio netto da 1890 milioni a 222, indebitamento finanziario da 144 milioni a 23).

Insomma: l’azienda resta in equilibrio, ma soprattutto grazie al “riadattamento del business agli scenari della crisi”. “È in atto un processo di profonda ristrutturazione del settore siderurgico: tutti non ci si sta, e chi resiste di più vince”, ha sintetizzato Ettore Lonati. E Alfa Acciai, grazie a una buona amministrazione, resiste.

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