Ghedi, cittadini pronti ad ospitare i profughi: il sindaco Borzi come Hitler

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(e.b) La dichiarazione di contrarietà del sindaco di Ghedi Borzi, all’arrivo dei profughi nel comune Bassa Brescia, ha suscitato da subito molte polemiche. Ora però ha ricevuto anche una risposta “ufficiale” da un fantomatico gruppo di cittadini che, come scrivono loro stessi sui manifesti affissi in giro per tutta la cittadina, sono “pronti ad ospitare i profughi che il sindaco e i suoi consiglieri vorrebbero far sparire”.

Nel volantino i promotori della protesta contrappongono la Ghedi del “gruppo alpini che ha portato soccorso ai terremotati, di Alfredo Gottardello, di don Angelo Gitti e del gruppo 29 maggio” con quella “capitanata dal cavaliere nero, Lorenzo Borzi (il sindaco, ndr) che si augura che nessun ghedese dia disponibilità ai profughi di guerra”, per poi concludere con una domanda provocatoria: “i curdi, i siriani, i libici, sono esseri inferiori? Hitler pensava la stessa cosa degli ebrei”.

Sui social, in particolare sulla pagina Facebook “Ghedi le voci di dentro” i commenti al volantino non si sono fatti attendere. Commenti per la maggior parte critici e a sostegno, invece, della linea del Comune.

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