Il comitato Difendiamo i nostri figli raccoglie le firme per bloccare le unioni civili

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Dopo la decisione dei giudici di Straburgo di sanzionare l’Italia per la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali e l’invito a introdurre il riconoscimento legale delle unioni tra persone dello stesso sesso, il presidente nazionale del comitato “Difendiamo i nostri figli”, il bresciano neurochirurgo della Poliambulanza, Massimo Gandolfini, ha annunciato l’avvio di una petizione per bloccare il ddl Cirinnà (che propone la possibilità per tutti, eterosessuali e omosessuali, di unirsi civilmente), al momento fermo al Senato a causa della contrarietà del Nuovo Centro Destra di Alfano.

In una nota divulgata dal Comitato il presidente Gandolfini spiega le motivazioni della petizione: “Mercoledì prossimo, con un gazebo davanti al Senato, cominceremo a raccogliere le firme per una grande petizione nazionale – si legge nel comunicato diffuso dal comitato -, se la proposta di legge Cirinnà sarà approvata entro l’anno senza modifiche, i bambini vedranno sacrificato il loro diritto a nascere e a vivere con la loro mamma e il loro papà per favorire invece il capriccio delle coppie gay che potranno acquistare i figli sul mercato degli uteri in affitto. Anziché stare con la gente e arginare la colonizzazione ideologica il ministro Boschi preferisce dare ascolto alle burocrazie europee che vogliono aprire le porte del nostro Paese a ideologie antiumane”.

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  1. Il ddl Cirinnà propone di riconoscere civilmente (non é un matrimonio) le unioni di persone che si vogliono bene, riconoscendo loro alcuni (non tutti) i diritti delle coppie sposate. Punto. Se poi tale riconoscimento attribuisce loro diritti sino ad ora riconosciuto solo alle persone sposate, se la prendano con quei particolari diritti, non con le unioni civili. Per esempio se non vogliono che i bambini vengano “acquistati” (come dice Gander) dovrebbero prendersela con le norme che già ora lo permettono alle coppie sposate in matrimonio.

  2. Siamo in buona compagnia.
    In (più o meno) Europa NON hanno mai riconosciuto una legislazione per definire le unioni civili i seguenti Paesi: Albania, Bulgaria, Bielorussia, Serbia, Lettonia, Lituania, Moldavia, Montenegro, Polonia, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Turchia e Ucraina. Insomma il meglio che ci sia in giro.
    Mentre quei poveracci ignoranti, anti-famiglia-tradiz ionale e comunisti di Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Svizzera lo hanno fatto. Così come una quindicina di Stati della federazione Usa, buona parte del Sud America, Israele, Canada, Messico, Sudafrica, Australia e Nuova Zelanda.
    Per fortuna che noi abbiamo il dottor Gandolfini a difendere l’integrità della nostra società dall’immoralità mondialista, corrotta, nichilista e atea.

  3. Scusi, dottor Gandolfini, ma perché definisce “un capriccio” il desiderio di una coppia gay di avere un figlio? Io penso sia lo stesso desiderio di dare e ricevere amore, che hanno tutte le persone e tutte le coppie; non fa differenza se eterosessuali o gay. Secondo me dipende dai sentimenti, dal progetto di vita di una coppia, non dal sesso dei due compagni/e/o/a…

  4. Io invece non auguro assolutamente al dottor Gandolfini un figlio omosessuale solo per il bene del figlio che avrebbe una vita d’ inferno. Non auguro a nessuno, omosessuale o meno, la sfiga di dover vivere con un padre dalle idee tanto retrograde e fondamentaliste.

  5. Non capisco perchè Gandolfini vuole tenere l’Italia fuori dall’Europa e creare un fortezza ideologica cattolica integralista. Si troverà in compagnia dell’Islam.

  6. importante firmare la petizione al più presto, ma è anche urgente firmare entro fine settembbre negli uffici elettorali il Refererendum ABROGATIVO della legge 107 13 luglio 2015 dove si è inglobato il ddl Fedeli che permette l’insegnamento dell’ideologia gender nella scuola
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    g lio 2015 dove è stata inglobato il ddl Fedeli

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