Pgt approvato: la Brescia del futuro tra bonifiche, parchi e riqualificazioni

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Ieri notte ha avuto il via libera: tra cinque anni la città di Brescia cambierà volto in tante aree grazie all’approvazione della nuova variante del PGT. Protagonista via Milano con la bonifica della Caffaro, decisa anche dal ministro Galletti. Nel comparto Milano via a negozi e uffici così come in via Orzinuovi, al posto delle dismesse aree industriali. A Buffalora ci sarà un grande parco così come al posto della Caffaro. Anche lo stadio avrà un nuovo volto, mentre si conferma la costruzione del Palazzetto dello sport e del campo d’atletica a Sanpolino.

Benchè le premesse della mattina non fossero delle migliori, con l’opposizione agguerrita e l’occupazione di Gallizioli dei banchi della Giunta, sono comunque andati avanti i lavori nel consiglio, che sono proseguiti fino a notte fonda. I 200 emendamenti, sui quali si è fatta una votazione veloce, non sono stati un intoppo. Tre istanze dei Cinque Stelle sono passate (esteso il concetto di rigenerazione ai siti inquinati da pcb e diossine e valutazione di bonifiche sperimentali, e mantenimento dei servizi socio-sanitari in mano pubblica), così come l’emendamento di Francesco Onofri (Piattaforma Civica) che ha chiesto un nuovo collegamento tra Fiumicello e via Milano. Passano anche, del centro destra, la revisione delle previsioni urbanistiche per l’ex ospedale Sant’Orsola, l’Editrice la Scuola e il centro commerciale Flaminia. Bocciati invece il dormitorio in via Nullo (resterà in via Trivellini) e mantenute le aree residenziali  vicino alla ex Ideal-Clima e Standard a al polo logistico Italgros a Buffalora.

Il piano entrerà in vigore in maniera definitiva a febbraio. 

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UN COMMENTO

  1. Il solito piano rabberciato in cui prevalgono gli interessi privati (pieno di compensazioni) sull’interesse pubblico. Quanto di peggio ci si spossa aspettare, con l’aggravante che porta la firma di una professoressa di urbanistica bresciana, brescianissima. Il consumo di suolo zero è una barzelletta, le previsioni edificatorie ridicole. Una specie di monopoli in cui sui comprano e si vendono decine di migliaia di metri cubi virtuali che mai prenderanno vita, vista la crisi e l’enorme invenduto presente.

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