L’imprenditore che adescava minori in Rete resta in silenzio davanti al Gip

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Davanti al Gip ha scelto il silenzio. Nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto, l’imprenditore bresciano di 57 anni arrestato mercoledì 29 luglio con l’accusa di prostituzione minorile, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

“Non si è sentito di rispondere alle domande del Gip, è ancora molto turbato dall’arresto”: queste le parole usate dai suoi legali, Tiziana Di Francesco e Cristiano Ruggero, al termine dell’interrogatorio che ha confermato l’arresto dell’imprenditore bresciano, accusato di aver avuto rapporti sessuali non completi con almeno quattro 16enni in chat, che sarebbero stati consenzienti.

I legali però hanno smentito le notizie circolate dopo l’arresto dell’uomo secondo la quale avrebbe ammesso le sue colpe davsanti agli inquirenti.

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UN COMMENTO

  1. chissà perché restano sempre tutti in silenzio durante l’in terrogatorio…io se fossi innocente avrei molta voglia di parlare edi spiegarmi

  2. si tratta semplicemente di una strategia difensiva per non aggravare la posizione del proprio assistito. serve agli avvocati per prendere tempo e studiare il caso

  3. purtroppo la storia giudiziaria di questo paese e’ piena di innocenti che han gridato la propia innocenza e si son fatti dei bei anni di vacanza nelle patrie galere….

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