Nuovo impianto a biogas, il Tar dà ragione a Valli Spa

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“Con l’ordinanza di oggi il Tar di Brescia respinge in maniera netta le contestazioni avanzate da alcuni Comuni contro l’autorizzazione concessa dalla Provincia per la realizzazione di un impianto a biogas. Tale ulteriore conferma ci rincuora e non fa che ribadire il valore di questo progetto”. La Valli spa, che intende realizzare l’impianto a Lonato, commenta così a caldo la decisione del Tar di Brescia.

Il Tribunale amministrativo non ha ritenuto di accogliere né le opposizioni procedurali, né quelle sui rapporti tra Via (Valutazione di impatto ambientale) e Aia (Autorizzazione integrata ambientale) e neppure quelle sulle questioni urbanistiche e paesistiche. Nell’ambito dei diversi punti su cui si esprime l’ordinanza, si mette in evidenza una “attenzione alla completezza del progetto dell’impianto”, “un atteggiamento istruttorio doveroso da parte dell’amministrazione», ma anche che «l’area scelta per l’impianto ha destinazione prevalentemente produttiva […] Lo sviluppo dell’azienda della controinteressata (Valli spa ndr), presente da tempo, è un bene giuridico tutelabile, ed è complessivamente coerente con la situazione dei luoghi». Infine, per quel che riguarda gli approfondimenti che erano stati rivolti alla Provincia, solo sul quarto è stato chiesto all’ente pubblico di valutare ulteriormente l’aspetto legato ai limiti degli inquinanti diversi dagli ossidi di azoto, individuando nuovamente criteri orientativi che tengano conto di più fattori (ambientali, tecnici, economici, ecc).

«Si tratta di una richiesta ancora una volta tesa alla maggiore tutela possibile – commentano dalla Valli – a cui ci atterremo nei termini prescritti». «Ci auguriamo quindi che oggi le amministrazioni, avendo svolto fino in fondo la loro funzione di verifica, possano ritenere definitivi i contenuti dell’ordinanza, nella misura in cui, al di sopra di ogni ragionevole dubbio è stata certifica la bontà del progetto, censurando in maniera netta le strumentali contestazioni avanzate nel corso del procedimento, pur sapendo sin d’ora che anche questo ulteriore scrupolo del Tribunale Amministrativo Regionale verrà prontamente strumentalizzato dai noti detrattori del progetto».

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  1. Veramente il TAR ha sospeso il progetto ed ha accolto la richiesta dei Comuni. L’azienda ha ben poco di che rallegrarsi.

  2. Bravissimo. Mi hai tolto le parole di bocca.
    Se poi per l’azienda una richiesta di approfondimento sui “…limiti degli inquinanti diversi dagli ossidi di azoto, individuando nuovamente criteri orientativi che tengano conto di più fattori (ambientali, tecnici, economici, ecc)…” è un dettaglio, vabbè. Contenti loro. Intanto il TAR ha evidentemente accolto alcune delle preoccupazioni dei comitati, in caso contrario avrebbe respinto tutti i ricorsi.
    Altro che richiesta di risarcimento danni ai comitati perchè hanno protestato in questi anni. Qualcuno un bell’esame di coscienza sarebbe anche ora che se lo facesse.

  3. Il titolo è fuorviante, cambiatelo con “l’azienda ritiene che il TAR gli abbia dato ragione …”. Va bene esprimere delle opinioni, ma nella realtà il TAR ha accolto il ricorso dei Comuni contro l’autorizzazione provinciale e riaperto la procedura di AIA. Un titolo che non corrisponde alla realtà e molto grave.

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