Siccità a Iseo, Legambiente: riaprite le dighe

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Mancano una quindicina di centimetri al livello dell’acqua del Sebino per raggiungere il limite minimo di regolazione, cosa che mette in ginocchio le sponde lacustre e i canneti, soprattutto nel basso lago, e danneggia la stagione turistica, costringendo i villeggianti a convivere con tappeti di alghe ed erbe lacustri che si accumulano.

 

Eppure l’acqua non manca del tutto, perchè l’acqua è venuta meno solo nei mesi estivi. In Una nota Legambiente sottolinea come gli invasi idroelettrici del bacino dell’Oglio trattengono ancora quasi 40 milioni di metri cubi d’acqua: "quanto basterebbe a compensare l’attuale squilibrio tra afflussi e deflussi per almeno un mese, mettendo in sicurezza il lago ben oltre la fine della stagione irrigua!"

"Appare perciò poco comprensibile – scrivono – la decisione di concedere di far defluire dal lago più acqua di quella prevista dalla concessione, prevedendo che il livello del lago possa scendere di altri 25 cm rispetto all’attuale: la quantità di acqua rimediabile per l’agricoltura, infatti, sarebbe solo la metà di quella ottenibile da un progressivo svuotamento degli invasi idroelettrici. Senza contare che probabilmente, viste le previsioni meteo per il week end, potrebbe non essere nemmeno necessario, dal momento che le piogge attese già da domenica potrebbero interrompere il lungo periodo di siccità estiva".

L’Associazione chiede all’Autorità di Bacino del Po, con una lettera inviata oggi a firma del presidente regionale Damiano Di Simine, che la "cabina di regia istituita per la gestione della crisi idrica nel bacino del Po riveda la sua posizione in merito alla riduzione dei livelli del lago d’Iseo, che costituirebbe un pessimo precedente, e disponga invece il rilascio di almeno 10 mc/sec in più da parte degli invasi montani, alleviando così la sofferenza del Sebino, almeno fintanto che le condizioni meteo non avranno ripristinato un sufficiente afflusso di acque al bacino dell’Oglio". 

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  1. Ma vogliamo capirla una volta per tutte che con il luglio più caldo da quando si sono cominciate ad archiviare le misurazioni tutti gli attori coinvolti devono dare una mano nel superare l’emergenza?
    A qualcuno è sfuggito il fatto che le centrali idroelettriche in Valcamonica senza rilasciare l’acqua non turbinano e quindi non producono energia? Per quale strano motivo dovrebbero tenere l’acqua ferma nei bacini camuni nel momento di maggiore richiesta annuale di energia? Un pò di buon senso nel fare la valutazioni! Almeno dotatevi di dati prima di sparare sentenze.

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