Stefana, Esselunga rilancia con una proposta d’acquisto

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“Esselunga lancia una scialuppa di salvataggio agli operai della Stefana”. Così il Sole24Ore annuncia la proposta dell’azienda di Bernardo Caprotti per salvare il futuro della Stefana i cui bilanci sono in rosso dalla fine del 2014 e i cui 608 addetti (occupati in quattro diversi stabilimenti) sono a casa da Natale.

In realtà il 18 agosto scorso in Tribunale era stata depositata una nuova offerta per il gruppo siderurgico che è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo in continuità. La proposta di Esselunga, invece, è ben diversa e riguarda la possibilità di realizzare nell’area di Ospitaletto, ritenuta strategica per la vicinanza con l’A4, la Brebemi e le tangenziali, un centro di distribuzione logistica. Caprotti ci aveva già provato negli anni scorsi ad Azzano Mella, ma senza successo.

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  1. ma scusate poi i 608 dipendenti diventano da operai specializzati per l’edilizia ad operai specializzati nell’alimentare? non credo che sia possibile come operazione

  2. Curioso leggere che un operaio siderurgico sia specializzato in edilizia. Comunque i livelli di scolarità e professionalità buoni e una specifica sensibilità agli aspetti logistici, sono elementi propri dell’ambito siderurgico moderno. Quindi secondo me questa possibilità ci starebbe.

  3. Per chi non lo avesse capito trattasi di potentissima fregatura. Qualcuno si intasca i soldi, azzera i debiti e racconta quattro favole ai poveri lavoratori. Ed intanto fa pure una bella speculazione immobiliare. Si attendono commenti dagli attentissimi ed indipendentissimi politici bresciani.

  4. Dunque è un’operazione tecnicamente incompatibile con la certificazione della continuità aziendale prevista dalla specifica tipologia di concordato preventivo. Lo stesso articolo del Sole 24 Ore parla peraltro di “spezzatino” configurando l’ennesimo bagno di sangue, purtroppo, per i lavoratori.

  5. non sono solito scrivere commenti, però qui mi pare d’obbligo . vi è una società interessata ad investire e ad assorbire parte dei dipendenti Stefana e non capisco come la gente si possa lamentare. speriamo che Esselunga confermi l’operazione altrimenti sia i dipendenti che i creditori si troverebbero sicuramente con un pugno di mosche in mano. in questi periodi di crisi lasciamo da parte la profeionalità e accontentiamoci di lavorare per mantenere i nostri figli. diversamente se vogliamo mantenere la nostra professionalità apriamo una nostra attività in proprio

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