Laas, lavori a tempo record e doppia vittoria in tribunale e Tar

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Avanti tutta. Per formare gli adulti del futuro con gli strumenti e i metodi migliori. Nel nome della sicurezza e della salute. A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, fissata per lunedì, la Laas (Lonati Anglo American School) ha annunciato oggi che i lavori di ampliamento dell’istituto di via Bormioli 60, avviati a maggio, sono stati ultimati a tempo record nonostante i tentativi di bloccarli di un privato e di Legambiente, che paventavano ipotetici rischi per la salute dei bimbi totalmente smentiti dalla magistratura.

A spiegarlo è stato, nel corso di una conferenza stampa, Ettore Lonati: presidente del gruppo omonimo di cui la scuola – la moglie Donatella Meneghini ne è ideatrice e anima – è entrata ufficialmente a far parte da quest’anno.

Due gli ostacoli che la Laas ha dovuto superare negli ultimi mesi. Innanzitutto l’esposto di una cittadina (che avrebbe “legami di stretta parentela con la socia una scuola concorrente”), per cui il Gip ha disposto l’archiviazione. “Le motivazioni che hanno motivato la scelta del giudice”, ha sottolineato Lonati, “sono giunte a seguito di approfonditi accertamenti svolti dai competenti organi di vigilanza di controllo (Arpa, Asl e Comune di Brescia) che hanno escluso la sussistenza dell’elemento di pericolosità per la salute che sarebbe stato causato dalla presenza, nelle vicinanze, di un elettrodotto della Terna e confermato la legittimità degli atti amministrativi rilasciati a seguito della richiesta di ampliamento presentata dall’istituto”.

Con una vittoria per Laas e Lonati si è concluso anche il ricorso al Tar di Brescia promosso da Legambiente (rappresentata peraltro dallo stesso legale della cittadina autrice dell’esposto) contro la delibera di consiglio comunale n.83 del 12 maggio 2015, con cui era stato autorizzato l’ampliamento e il cambio di destinazione d’uso dell’immobile dove ha sede la Laas. Il tribunale, in seguito alla seduta del primo settembre 2015, ha ritenuto di non condividere le contestazioni di Legambiente escludendo qualsiasi rischio legato alla presenza dell’elettrodotto.

Tradotto: non c’è nessun pericolo per la salute dei bambini e nessuno può affermare il contrario. Anzi. Con l’ampliamento dell’istituto – inaugurato nel 2013 – gli alunni potranno godere di una struttura più moderna ed efficiente, più sicura. I lavori, infatti, sono costati 2,5 milioni di euro e hanno riguardato la nuova palestra, la biblioteca, la mensa, la cucina e le aule. Non a caso anche il numero degli iscritti è in continuo aumento: dai 18 del primo anno, ai 43 del secondo fino ai 73 del 2015-2016 (dai 3 agli 11 anni). Una tendenza che si giustifica certamente anche con l’innovativo piano di studi dell’istituto, che prevede lezioni in Inglese con insegnanti madrelingua, ma anche l’insegnamento del Cinese a cui, dall’anno prossimo, si affiancherà per i più grandi il Latino.

Ma al bilancio più che positivo con cui la Laas si appresta ad affrontare il nuovo anno scolastico si affianca un rammarico, ha sottolineato Lonati. A fianco dell’istituto (ma nel territorio del comune di Rezzato) la Laas ha un terreno che vorrebbe attrezzare a campo sportivo mettendolo a disposizione gratuita delle altre scuole del territorio. Ma a Rezzato non basta: il Comune chiede comunque 250mila euro per il cambio di destinazione d’uso. Risultato: l’erba verrà tagliata e i bimbi lo useranno lo stesso. Ma il campo non verrà attrezzato. E ci perderanno tutti.

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