Profughi, quattrocento nuovi arrivi a Brescia. Non scappano solo dalla guerra

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Sono quattrocento i nuovi profughi che arriveranno a Brescia nei prossimi giorni e per tutti dovrà essere trovata una sistemazione nell’attesa che siano valutate le singole richieste di asilo. Quattrocento che sono solo una parte dei 3421 profughi che verranno accolti in Lombardia.

Non senza polemiche. Le più dure arrivano dalla lega che, attraverso l’assessore regionale alla Sicurezza Simona Bordonali continua a ribadire “l’alto costo dell’accoglienza”, che nel Bresciano risulta pari a 40mila euro al giorno che moltiplicati per i 1144 profughi presenti fanno oltre 14 milioni di euro l’anno, e il fatto che “la maggior parte dei richiedenti asilo non sono profughi che scappano da paesi dove c’è la guerra, ma clandestini”.

Per Agostino Zanotti, direttore dell’associazione Adl Zavidovici che gestisce 51 posti Sprar, la Lega “semplifica” quello che in realtà è molto più “complesso”. A quanto racconta il direttore i motivi per scappare e quindi per richiedere asilo non sono solo quelli legati alla guerra. “Molti di quelli che anni fa sono scappati da Tripoli o Misurata – racconta Zanotti al Corsera di Brescia – vivevano sì in Libia, ma erano lì per lavoro. E si sono ritrovati in mezzo alla guerra, nonostante fossero di un’altra nazionalità”. Per non parlare di paesi come il Gambia o il Pakistan dove essere omosessuale costa nel primo 14 anni di carcere e nel secondo l’ergastolo.

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