Pontevico, il sindaco Bozzoni sulla sanzione della Corte dei conti: abbiamo ragione noi

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Giorni intensi per il sindaco di Pontevico, Roberto Bozzoni, che con una nota ha voluto prendere la parola per una precisazione comminata dalla Corte dei conti alla sua amministrazione. “Nei giorni scorsi è apparsa sulla stampa la notizia della sanzione inflitta dalla Corte dei Conti – spiega Bozzoni – devo però ribadire che l’episodio non è stato riportato nella sua giusta luce. Oltre alla solita enfasi giornalistica che cerca di dare il maggior risalto possibile a fatti di questo genere, in effetti, è stato proprio travisato lo svolgimento delle cose, tanto che si è accennato ad una fattispecie come il dolo che in tutta questa vicenda non ha alcun riscontro”.

Il primo cittadino di Pontevico sintetizza lo svolgimento dei fatti: “Il tutto risale al luglio del 2011, quando a causa del trasferimento a Orzinuovi del nostro funzionario Emilio Rossetti (che tra l’altro adesso lavora a Cigole) l’ufficio tecnico comunale si è trovato sprovvisto della specifica figura professionale. Vista la necessità di sopperire rapidamente a questa mancanza, abbiamo deciso di provvedere con incarichi esterni. Questi, è bene rimarcarlo, hanno permesso alle casse comunali di risparmiare nei due anni interessati la ragguardevole somma di 70.000 € (che è il risultato della differenza di quanto abbiamo pagato in questo modo rispetto a quello che spendevamo prima con i tecnici comunali). Note positive per il bilancio comunale che, però, non sono state accolte dalla Corte dei Conti che ha individuato qualche errore burocratico-formale e da lì ha fatto partire le sanzioni che sono state tanto sottolineate nei giorni scorsi. Non nego che a livello di adempimenti burocratici e formali ci possa essere stato qualche errore commesso dai nostri funzionari, ma, in ogni caso, ribadisco con forza che in tutta la vicenda non è possibile ravvisare dolo, anche perché non ci sarebbero motivazioni di nessun genere a sostenerlo. Il fatto poi che, come sempre accade in ambito amministrativo, in questo errore sia stato coinvolto anche il sindaco (per un vero e proprio criterio di responsabilità oggettiva) non deve stupire più di tanto e nemmeno creare scalpore. Già che siamo in tema di numeri, mi sembra doveroso anche precisare le cifre effettivamente sanzionate dalla Corte dei Conti, visto che anche in questo caso il balletto dei numeri è stato piuttosto rilevante. Le cifre esatte parlano di 6.000 € ciascuno comminati al sindaco, al segretario generale e alla responsabile della ragioneria che erano in carica all’epoca dello svolgimento dei fatti. A questi bisogna aggiungere pure 3.000 € al vicesindaco e 1.500 € ad un assessore (all’epoca erano rispettivamente Francesco Guarneri e Felice Franchi, l’unico assessore ad essere coinvolto, mentre gli altri membri della Giunta in carica in quel 2011 sono stati “trascurati” – ndr)”.

Precisato anche l’importo effettivo della sanzione dopo le reali motivazioni che hanno portato al provvedimento della Corte dei Conti, Roberto Bozzoni aggiunge altri aspetti che rendono quanto mai interessante la questione: “In tutta sincerità stiamo vedendo quale sia la strada da percorrere dopo la sanzione della Corte dei Conti. Da una parte, infatti, c’è un precedente che ci trasmette la certezza (o quasi) che un eventuale ricorso vedrebbe riconosciute le nostre ragioni. In effetti il nostro caso è identico a quello che è accaduto nientemeno che all’attuale presidente del Consiglio Renzi, quando era sindaco di Firenze. Anche in quel caso l’attuale premier è stato sanzionato salvo poi venire completamente assalto dopo la presentazione del ricorso. Nello stesso tempo, però, visto che le somme comminate dalla Corte dei Conti nella sua sanzione verranno sostenute dall’apposita assicurazione da noi stipulata, stiamo anche vedendo se è il caso di spendere i soldi del Comune per vedere riconosciute le nostre ragioni vista l’effettiva portata della vicenda, che non si basa su questioni sostanziali o di diritto, ma semplicemente su un eventuale vizio formale. Forse si potrebbe continuare a preservare nel modo migliore il denaro pubblico rinunciando a presentare ricorso. Certo, che la voglia di far valere le nostre ragioni e i nostri diritti non può essere esclusa così a cuore leggero. In ogni caso è doveroso che la gente sappia effettivamente come sono andate le cose e si faccia una sua idea sui fatti, senza alcuna distorsione”.    

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UN COMMENTO

  1. Non girarci attorno…
    Se pensi di avere delle ragioni fai il ricorso e pagatelo se il probloema fossero le spese legali a carico della comunità. Se ti dessero ragione, peraltro, potresti anche vedertele riconosciute.
    Per cui smettiamola di buttare fumo negli occhi ai cittadini.

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