Profughi, Salvini (Lega) invita i suoi alla pernacchia contro il prefetto di Brescia

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Dal palco di Pordenone il leader leghista Matteo Salvini, dopo aver invitato i sindaci italiani a non prendere ordine da certi prefetti, li invita a rispondere con una pernacchia. Il suo destinatario è il prefetto di Brescia, Valerio Valenti, nominato da Salvini come modello dal quale non prendere esempio.

Il motivo? La decisione di destinare l’ex caserma Serini di Montichiari a nuovo centro di accoglienza per 300 profughi in arrivo a Brescia, che da lì verranno smistati in piccoli gruppi e trasferiti nei vari comuni bresciani. Ma anche quella di destinare sei profughi nel resrt con piscina e campo da golf di Desenzano, dove però i sei sono ospitati in due stanze vuote dedicate al personale e non possono avere alcun contatto con gli altri ospiti.

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UN COMMENTO

  1. E BOCALONI coloro che gli credono.
    Venne a Rovato in campagna elettorale a parlare di pericolo “profughi” se avesse vinto il centrosinistra. Da due mesi ci sono 4 profughi nella frazione di Lodetto con la Lega al governo della città dal 2012. Salvini ora se ne sta ben lontano da Rovato, salvo indicare da Milano il prossimo presidente di Cogeme. BOCCALONI quelli che gli credono ancora.

  2. SALVINI, UN PERNACCHIO TI SEPPELLIRA’ “Figlio mio, c’è pernacchio e pernacchio… Anzi, vi posso dire che il vero pernacchio non esiste più. Quello attuale, corrente… quello si chiama pernacchia. Sì, ma è una cosa volgare… brutta! Il pernacchio classico è un’arte. […] Il pernacchio può essere di due specie: di testa e di petto. Nel caso nostro, li dobbiamo fondere: deve essere di testa e di petto, cioè di cervello e passione. Insomma, ‘o pernacchio che facciamo a questo signore deve significare: tu sì ‘a schifezza ra schifezza ra schiefezza ra schifezza ‘e l’uommene! Mi spiego?” (tratto da “L’oro di Napoli”, Eduardo De Filippo nei panni di Don Ersilio Miccio)

  3. Matteo, prova ad entrare come clandestino in Nigeria, sarai il benvenuto come in Italia e ti daranno 35 Euro al giorno perchè sono molto più aperti di noi e democratici.

  4. Matteo, vai alla loro karitas islamica, là ti accoglieranno come fanno i nostri bravi preti e ti manterranno fin che vuoi. Cosa stai lì a chiedere permessi per niente, non hai capito che tutto il mondo è paese e anche là non funziona niente, ce lo insegnano i sinistri…

  5. Adesso Salvini devi farci vedere che le hai le palle: vai fino in Sicilia, poi a Lampedusa, lì non farai fatica a trovare un gommone in disuso, attraversi il canale di Sicili e sbarchi in Libia, poi attraversi il deserto libico, poi l Niger o il Ciad (vedi tu), quindi entri in Nigeria attraversando il nord controllato da Boko Aram. Quando arrivi ad Abaja chiamaci e ci dici come ti senti. FANFARONE !

  6. Ma mi domando: in Nigeria è così difficile entrare, mentre uscire è facilissimo. Governo nigeriano, non preoccuparti di un italiano che entra, controlla tutta la tua gente che se ne va clandestinamente, oppure ti fa comodo così? Che serietà…

  7. Vale il principio di reciprocità: anche ai cittadini nigeriani serve il visto per entrare in Italia. Per uscire dai paesi non c’é mai problema. A Salvini gli sta benissimo: così impara cosa vuol dire non potersi muovere liberamente nel mondo.

  8. Certo che è difficile entrare in Nigeria, ci saranno le stesse regole che ci sono qui o là sono pià rigidi? Non so nemmeno le motivazioni del rifiuto all’entrata di Salvini.

  9. Certo che i prefetti, dalla sfortunata unità d’Italia, sono sempre stati la mano lunga del ministro degli interni ed erano nati appunto in quell’epoca soprattutto per controllare l’attività amministrativa delle municipalità, per timore di separatismi e norme non conformi al regno. Già allora un’imposizione dall’alto per fare in modo che i governi locali non si staccassero dalla corona. Ancora i nazionalismi sull’autogoverno locale. E questi problemi ce li siamo trascinati fino ad oggi. Con tutt’altro argomento (profughi e immigrati) i prefetti dimostrano ancora la volontà dispotica dello stato centrale di imporre senza che i governi locali possano democraticamente dissentire. Altro che libertà dei popoli….

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