A Expo si parla delle montagne bresciane, Mottinelli (Provincia): serve rilancio turistico dei territori

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«Una montagna che accoglie, una montagna che deve guardare alle nuove generazioni, premiando idee e innovazione, una montagna come bacino di risorse e luogo di una nuova economia sostenibile». Sono queste le riflessioni del Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli, nonché componente della Giunta Nazionale UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) intervenuto a EXPO, al Convegno "Brescia Montagna e Innovazione", che si è svolto a Milano, nel corso del quinto appuntamento bresciano dell’esposizione universale, dedicato all’eccellenza del territorio.

«Una montagna che deve continuare a puntare su agricoltura, ambiente, acqua e biomasse – ha proseguito il Presidente Mottinelli –  per la difesa dei luoghi, il rilancio turistico dei territori, il rilancio dei mestieri che hanno fatto grande la nostra Regione. E’ necessario pensare a una sburocratizzazione che favorisca l’apertura delle attività, in modo che la montagna non venga spopolata. In quest’ottica è bene pensare a un ruolo maggiore per Comunità Montane e Comuni, in forma associata nel programmare lo sviluppo territoriale. Un tema che abbiamo affrontato anche al congresso regionale Uncem – ha sottolineato il Presidente Mottinelli – La Provincia di Brescia, quale “Casa dei Comuni”, vuole supportare, in questo senso, le zone svantaggiate del territorio, programmando con esse percorsi di crescita e sviluppo».

 Il Presidente Mottinelli, il prossimo giovedì 8 ottobre, sarà chiamato a Roma, delegato dall’On. Enrico Borghi, a presiedere la Commissione ANCI per la Montagna, per l’insediamento dei nuovi componenti che dovranno discutere i problemi più urgenti e di maggiore interesse dei Piccoli Comuni, in vista anche della 32esima Assemblea ANCI di Torino, che si svolgerà dal 28 al 30 ottobre prossimo.

«L’istituzione di “Zone a fiscalità di vantaggio” – ha continuato il Presidente Mottinelli –  consentirebbe di recuperare il deficit competitivo di cui soffrono storicamente le comunità e le imprese allocate sul territorio montano. Il valore economico, sociale, culturale di una nuova azienda e di nuovi posti di lavoro nelle Terre Alte ha grande valore. Garantire il presidio territoriale, la residenzialità tutto l’anno, dunque la maggiore possibilità di produrre reddito a Vione, piuttosto che a Irma, a Tremosine o a Magno, solo per citare qualche paese, va a vantaggio dell’intera collettività, comprese le zone urbane e la pianura».

«Migliorare la competitività, la prosperità e la coesione della regione alpina, assicurare l’accessibilità e i collegamenti a tutti gli abitanti della zona, renderla sostenibile e attraente dal punto di vista ambientale è ora il principale obiettivo da raggiungere in sinergia con gli enti locali, i Comuni e le Comunità Montane di Comuni, nonché chi vive e opera nei territori montani. Questi sono temi che riguardano da vicino il territorio bresciano, le nostre montagne e le nostre valli ed è fondamentale l’impegno degli Enti Locali per garantire la connessione tra le aree urbane e rurali, per dare la possibilità agli abitanti della montagna di non abbandonare la propria terra, per far si che queste zone vengano tutelate e valorizzate dal punto di vista ambientale ed enogastronomico. Siamo ricchi di prodotti tipici; ne è un esempio il cesto dei prodotti della montagna bresciana – ha concluso il Presidente Mottinelli –  individuati grazia alla collaborazione dei GAL, che lascerà EXPO per raggiungere Strasburgo, attraversando i 7 paesi che costituiranno la macroregione della montagna europea».

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UN COMMENTO

  1. gentile sig. mottinelli, invece di pensare a come rilanciare le montagne bresciane per le generazioni future, sarebbe una bella cosa che i bresciani che sono vivi adesso potessero viverle in pace e sicurezza anche durante il periodo della caccia. perché da settembre a gennaio non si può fare una gita in montagna e in campagna, senza rischiare di essere presi a fucilate da qualche cacciatore. la gita domenicale, che dovrebbe essere sacrosanta per una famiglia, non si fa più per questioni di sicurezza e anche di fastidio: anche se non mi sparano, sarò costretta a subire l’inquinamento acustico continuo prodotto dagli spari. quindi, invece di parlare di progetti economici, finanziari e politici, ricominciate a mettere al centro del vostro lavoro le persone , la loro tutela e la tutela dei diritti dei cittadini. magari acquistereste credibilità.

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