Uffici postali chiusi, Acb risponde a Rolfi: accuse infondate le sue

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Con una nota l’Associazione Comuni Bresciani risponde alle accuse mosse dal consigliere leghista, Fabio Rolfi, circa l’apparente disinteresse dell’associazione nei confronti della chiusura di alcuni uffici postali nei piccoli comuni della provincia bresciana.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA:

Il Consiglio di Presidenza dell’Associazione Comuni Bresciani ha letto con un certo stupore e disappunto le recenti dichiarazioni del consigliere regionale leghista Fabio Rolfi che accusa l’ACB da un lato di dedicarsi troppo al tema dell’accoglienza dei profughi e dall’altro di disinteressarsi delle chiusure degli uffici postali nei piccoli Comuni.

In realtà, pur di far polemica, il consigliere Rolfi sembra dimenticare che ancora nel mese di febbraio (dunque ben prima del recente riacutizzarsi dell’emergenza profughi) l’ACB, assieme alla Provincia di Brescia e ai sindaci dei Comuni interessati, aveva convocato i vertici provinciali e regionali di Poste Italiane per esprimere la contrarietà del territorio bresciano all’annunciata razionalizzazione degli sportelli postali.

In seguito, tanto ad aprile quanto a maggio, ACB è stata presente al tavolo con Poste Italiane attivato in Regione Lombardia dal sottosegretario Nava e, più di recente, ha dato supporto ai Comuni segnalando loro le utili e recenti pronunce dei Tribunali Amministrativi Regionali che, nel ribadire l’importanza del servizio universale svolto da Poste Italiane, hanno di fatto bloccato il piano di razionalizzazione.

La polemica del consigliere Rolfi è dunque infondata e consente anzi di ribadire ancora una volta l’intenso impegno che l’Associazione Comuni Bresciani profonde nell’assistere i Comuni nelle molteplici problematiche che gli stessi sono chiamati ad affrontare.

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  1. Un consiglio al consigliere: lasci perdere le troppe sparate e si concentri sui lavori per cui è pagato da tutti noi, cioè 6.327 euro mensili di indennità di carica più 4.218 euro mwnsili di rimborso forfettario per l’esercizio del mandato. In totale fanno 10.546 euro al mese. Mica male, eh…

  2. Il potere e l’arroganza della politica… E noi qui stiamo a sperare che risolvano il problema della disoccupazione? Il loro di problema risolvono a spese nostre, non il nostro! Che schifo…

  3. Ma che se ne fanno di tutti questi soldi? 1.500 Euro netti al mese non sono sufficienti? Ma vallo a dire ai sinistri che poi ti accusano che la politica la farebbero soltanto quelli che hanno i soldi, quindi i soliti Berlusconi… E farla per passione, no? Già, Vendola insegna….

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