Dramma in Liguria: mail, sms e telefonate tra il carabiniere e l’ex amante per ricostruire i fatti

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Stanno controllando tutto il traffico, sms, telefonate e mail che il carabinieri Alessandro De Palmi avrebbe scambiato con la ex amante, la bresciana Barbara Zanini prima di ridurla in fin di vita con un colpo di pistola in testa e decidere di togliersi la vita.

La 33enne, originaria di Clusane ma trasferitasi ad Arma di Taggia, ora lotta tra la vita e la morte dopo l’intervento chirurgico di ieri al cervello. Nel frattempo i carabinieri stanno cercando di ricostruire la relazione clandestina tra la bresciana e il carabiniere e le ragioni che hanno portato alla tragedia di domenica.

De Palmi era sposato e proprio la sera precedente aveva litigato con la moglie a causa di Barbara che a quanto pare lo tormentava dopo che lui aveva interrotto la relazione. In particolare, Alessandro avrebbe perso la testa dopo che la pubblicazione di alcune foto su Facebook da parte della donna dove si vedevano i due ancora insieme.

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  1. Non so come sia la storia reale e saranno gli inquirenti a stabilirlo però una riflessione sullo stalking. Dati Usa e russi, molto più avanti di noi sotto questo aspetto, dimostrano che 7 stalker su 10 sono donne. In Italia dire questo è tabù. Un capitano dei Carabinieri mi ha confermato che anche da noi è uguale. Io (uomo) fui vittima di una stalker che mi perseguitò per almeno 15 anni. Anche oggi so che controlla il mio profilo Facebook ed il mio canale youtube, che in entrambi i casi ho dovuto aprire per la mia attività. La tipa riuscì ad impossessarsi di tutti i miei dati personali, togliendomi di fatto la privacy. Mi pedinò per anni. All’epoca ero lavoratore dipendente e la direttrice arrivò a licenziarmi perchè la tipa tempestava di telefonate il mio luogo di lavoro, disturbando pesantemente anche i colleghi. Minacce di morte, messaggi pornografici e tanto altro ogni giorno, sette giorni su sette. Mi rivolsi alle forze dell’ordine, alle istituzioni, tutti mi risero in faccia perchè ”stai a vedere che un uomo può essere vittima di una donna…” Nessuno fece nulla, tutti insistettero nel chiedere se ci ero andato a letto se le avevo fatto qualcosa… mai avuto una relazione con questa tipa, l’avevo vista una sola volta per lavoro, in ufficio. Le rappresentanti (tutte donne) degli orgnani preposti al contrasto dello stalking cercarono in ogni maniera di far apparire me come il responsabile di questo atteggiamento. Una mattina mio padre si alzò e scoprì che le era entrata in casa di notte. Non si potè fare nulla perchè la donna ”è il soggetto debole” e se avesse detto che l’aveva violentata, sarebbe stato lui a doversi difendere e dimostrare il contrario. Un giorno la tipa venne su da Parma e prese a botte una ragazza, che credeva avere una relazione con me. A questo punto lo Stato italiano si mosse. Finalmente. Se qualcuno avesse dei dubbi sulla veridicità di quanto raccontato, sappia che ci sono le carte processuali. Se le legga e si vergogni di essere italiano. Un uomo in questi casi non è solamente da solo ma ha contro di sè tutti, il carnefice e lo Stato che si schiera contro di lui.

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