Sant’Eufemia, profughi al lavoro per pulire il quartiere. In cambio? Un giro in città

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Il fortunato progetto di inclusione pensato Acli, Caritas e consiglio di quartiere di Sant’Eufemia per “occupare” , senza stipendio né contributi, i profughi ospitati all’hotel Mille Miglia di Brescia potrebbe essere replicato anche in altre zone della città.

A Sant’Eufemia i profughi, muniti di ramazza e sacco nero, sono stati affiancati da due volontari ciascuno e, come racconta il Corsera di Brescia, due volte a settimana, girano i punti caldi del quartiere – oratorio, scuola, chiesa, etc – pulendo le strade dai rifiuti abbandonati dalla gente.

Inoltre, secondo il piano di Acli, Caritas e consiglio di quartiere, presto potrebbero anche fare altro, vale a dire entrare nelle case dei residenti per piccole sistemazioni a domicilio. In cambio gli organizzatori chiedono alle famiglie di accompagnare in città i profughi per fargli conoscere Brescia.

Non è la prima volta che Brescia sperimenta forme di collaborazione gratuita da parte dei profughi ospitati in città. Eì’ ciò che succede già per il cimitero Vantiniano, dove alcuni profughi una volta a settimana mantengono siepi e vialetti puliti. L’esperimento è andato bene e sarà presto allargato anche al cimitero San Francesco di Paola, zona Sant’Eufemia, a quelli di Mompiano e di via Volta.

Una volta finito il percorso di studi per imparare l’italiano (i profughi la mattina frequentano le lezioni) il progetto prevede per loro l’individuazione di un lavoro regolarmente pagato.

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UN COMMENTO

  1. Bravi, bene… Così le cooperative che campavano sui lavori appaltati dal comune per la pulizia delle strade, i giardini, ecc, non avranno più lavoro. Attenti ai florovivaisti che si sono accaniti con Bagnolo perchè i lavori li fanno i volontari! Ma, già, se sono stranieri il discorso cambia, va tutto bene e sono disposti anche a perdere il lavoro… Razzisti!!!

  2. Ecco una nuova forma di sfruttamento: lavoro gratis di manovalanza generica in cambio di 35 Euro che vanno alle “congreghe”. E intanto se uno vuole lavorare come spazzino, giardiniere, ecc. non lo può fare e rimane disoccupato. Soluzione perfetta in un’economia in crisi e con una disoccupazione alle stelle!

  3. Già che ci siete, andate a sistemare i vialetti e le aiuole del vescovato, così Monari può stare tranquillo e vedere tutto in ordine dall’alto delle sue mura…

  4. Personalmente trovo una cosa giusta, e non vedo perché debba fare notizia, che chi riceve soldi dal pubblico ricambi la collettività con il proprio lavoro. Anzi, da tempo penso che la cosa andrebbe estesa a tutti i cittadini, stranieri, italiani o padani che ricevono contributi pubblici: ricevi 200 euro dai servizi sociali per pagare le bollette? Benissimo, fai un certo numero di ore di lavoro per il tuo Comune.

  5. Si saranno stufati di stare sdraiati sull’ottomana fuori dall’albergo tutto il giorno…
    Ma non mi risulta che questi siano stati riconosciuti come profughi.

  6. Quindi anche il pensionato che riceve l’integrazione al minimo dovrebbe fare dei lavori per la collettività, come chi è pensionato sociale che non ha versato, oppure il pensionato andato col retributivo mentre avrebbe la pensione dimezzata col contributivo, chi riceve il contributo affitto, quello sanitario, ecc… Quanti soldi che lo stato risparmierebbe? E chi organizzerebbe tutto questo e a quale costo?

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