Giallo Marcheno, non è stata la capsula nello stomaco a uccidere Ghirardini

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Altra svolta sul caso Marcheno: non sarebbe stata la capsula di cianuro a uccidere Giuseppe Ghirardini, l’operaio di Marcheno scomparso a pochi giorni di distanza dal titolare Mario Bozzoli, e poi trovato morto vicino a Ponte di Legno in Valcamonica.

Vicino al corpo di Ghirardini è stato infatti trovato un frammento di una seconda capsula di cianuro e sarebbe stato il veleno di questa seconda fiala a ucciderlo, visto che la prima, nello stomaco, è rimasta intatta. «Tutto molto strano» commenta l’avvocato della ex moglie di Ghirardini al Giornale di Brescia che non crede all’ipotesi suicidio, sulla quale invece starebbe lavorando la Procura di Brescia.

 

Il ritrovamento di una seconda esca avvelenata accende una luce sulle rivelazioni fatte da un operaio della Bozzoli alla trasmissione Chi l’ha visto: “Giacomo Bozzoli rubava materiale allo zio Mario”. Sospetto già aperto dalla moglie di Mario quando nella denuncia di scomparsa fece mettere nero su bianco che “Mario aveva paura per se stesso e i suoi figli”. E non sembrava l’unico visto che al Corriere di Brescia un altro dipendente si è lasciato scappare: “Ghirardini sapeva e guardate che fine ha fatto. Nessuno parla per paura, la avrei anche io”. E’ proprio sui controversi rapporti famigliari che stanno indagando gli inquirenti. 

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UN COMMENTO

  1. Ma la vuole smettere la procura di bs di propagare tutte queste informazioni (vere, finte, trappole, specchietto per le allodole, ecc)?
    Perché solo da lì possono uscire……non è meglio fare bene le indagini?

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