Voucher, boom a Brescia. L’Inps: troppo usati per coprire il lavoro nero

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I buoni lavoro – voucher – con i quali vengono pagate prestazioni saltuarie e occasionali sono finiti sotto la lente di ingrandimento dell’Inps che, considerato il boom di questi ultimi anni, vuole vederci chiaro.

A Brescia l’acquisto dei voucher, che avviene in posta, nei tabaccai, nelle banche popolari abilitate o via internet, ha assunto dimensioni importanti negli ultimi due anni. Se nel 2013 ne sono stati venduti 951mila, nel 2014 sono arrivati a un milione e 700mila e quest’anno sono già stati staccati 2milioni e 300mila buoni lavoro.

Una crescita che sta insospettendo non poco l’Inps, in quanto emissario dei voucher. I buoni lavoro infatti dovrebbero essere lo strumento per il pagamento regolare di chi non ha un contratto di lavoro e non un escamotage per aggirare la legge. Il sospetto infatti è che attraverso il sistema dei voucher si copra il lavoro nero. Sospetto che si fa più concreto quando l’Inps afferma che “circa il 40% di chi è pagato con i buoni lavoro li ha come unica fonte di reddito”.

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UN COMMENTO

  1. Ma davvero vorrebbero farci credere che la classe imprenditoriale bresciana è ampiamente infestata di lerci sfruttatori che utilizzano ogni sorta di sotterfugio per imbertarsi più grana possibile a scapito di chi sgobba? Ma no, dài, sarà la solita propaganda comunista e antimoderna per screditare qualsiasi tentativo di snellire il mercato del lavoro…

  2. Il vero imprenditore è colui che fa star bene i propri dipendenti. Tutti gli altri, e da 70 anni ne abbiamo milioni di esempi, sono solo comunisti che hanno avuto la fortuna di avere quattro soldi e di poter essere nella posizione di ricattare chi sta peggio. Quando la m…a la monta en scagn o la pia o la fa dan, diceva mia nonna…

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