La Confartigianato di Massetti guarda oltre Brescia

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Confartigianato guarda oltre la Leonessa. Con l’obiettivo di diventare uno dei poli di aggregazione del mondo dell’artigianato ad Est di Milano. E’ questa una delle novità annunciate oggi, nel corso della tradizione conferenza di fine anno, dall’associazione presieduta da Eugenio Massetti. Una svolta non solo d’intenzione, che si concretizza anche in modifiche nella denominazione (da “Confartigianato Brescia” a “Confartigianato Brescia e Lombardia Orientale”) e nello statuto.

“Rappresentiamo il 52 per cento degli artigiani bresciani”, ha sottolineato il segretario generale Carlo Piccinato, “una primazia che ci è stata riconosciuta anche con la vicepresidenza della Camera di commercio. Ci candidiamo a essere il punto di riferimento per un’area vasta che va oltre la città e il Garda, guardando a Bergamo, Cremona, Mantova e Sondrio”. “Del Garda avevamo già parlato anni fa”, ha sottolineato Massetti, “e di certo la costituzione delle città metropolitane cambierà anche lo scenario lombardo: noi, che siamo la sesta realtà italiana per dimensione (14.780 aziende iscritte: 10 per cento Under 35, 10 per cento donne, 15 per cento stranieri, ndr) vogliamo tracciare una strada”.

Una strada che vuole andare anche oltre i confini dell’associazione, guardando a tutte le altre realtà che si occupano degli interessi degli artigiani (a partire dai soggetti coinvolti in Rete Imprese Italia). “Faccio gli auguri al neopresidente di Associazione Artigiani Bortolo Agliardi”, ha sottolineato Massetti, “in sei anni non mi pare che nessuno sia mai venuto a bussare alla mia porta per fare qualcosa insieme, ora”, ha concluso rispondendo alla provocazione lanciata da Enrico Mattinzoli su BsNews, “l’opportunità c’è: basta sedersi e parlarne seriamente”.

Quindi, Massetti ha passato in rassegna i “gol fatti e parati” rispetto al governo. Benedicendo la nuova Finanziaria (“da imprenditore secondo me è la migliore degli ultimi anni”), il presidente di Confartigianato ha citato tra i risultati in particolare la costituzione del fondo Serenella (che sostiene gli imprenditori che vanno in difficoltà a causa dei mancati pagamenti dei clienti), l’estensione del voucher di baby sitting alle lavoratrici autonome, la conferma degli incentivi sulle ristrutturazioni, la proroga dei benefici per le assunzioni a tempo indeterminato, il posticipo degli aumenti su Accise e Iva e l’avr reso facoltativo l’utilizzo del Pos per i piccoli acquisti.

Per quanto riguarda invece il locale, Massetti ha sottolineato l’incremento del 10 per cento delle pratiche della Cooperativa artigiana di garanzia, con una nota positiva: il 35 ha riguardato richieste di finanziamento per investimento e migliorie aziendali.

Ancora, il presidente di Confartigianato ha evidenziato di apprezzare la prospettiva di una Brescia che guarda oltre la città lanciata dal sindaco Emilio Del Bono nell’ultima intervista al Giornale di Brescia, ma nel contempo ha chiesto alla Loggia di “coinvolgere sempre più le associazioni di categoria, con la speranza che nel futuro non siano più chiamati agricoltori e industriali a rappresentare gli artigiani”.

Mentre per quanto riguarda la Fiera, Massetti ha spiegato: “Brescia non può stare senza, ma bisogna confrontarsi con il mercato e con la realtà di Montichiari, che ha maggiori opportunità di espansione. Se si va nella direzione giusta – magari puntando sulle rassegne minori – qualche sacrificio per rilanciare la realtà cittadina si può fare, altrimenti meglio vendere: anche se non ha senso che lo stabile venga ceduto a un privato per fare ciò che si fa oggi”.

Infine una suggestione che riguarda la Valcamonica. “Con il collega di Sondrio”, ha sottolineato, “siamo tornati a ragionare sul problema del traforo del Mortirolo. La valle ha grosse potenzialità, ma oggi è troppo isolata e Sondrio ha lo stresso problema: fra gennaio e febbraio vorremmo fare un convegno per discutere della fattibilità di questa ipotesi”.

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