Contributi anche senza residenza da 5 anni, Bordonali (Lega): ecco il pacco di Natale del Pd

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"Il sindaco Emilio Del Bono e il partito democratico hanno servito il pacco di Natale ai cittadini bresciani. Ieri infatti la maggioranza di sinistra ha approvato in Consiglio comunale la modifica al regolamento che disciplina l’erogazione dei contributi economici nei servizi sociali, eliminando il requisito della residenza da almeno 5 anni sul territorio comunale e introducendo la possibilità di destinare contributi anche a persone che si trovano temporaneamente sul suolo bresciano, come nomadi e clandestini". Queste le parole con cui Simona Bordonali, assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione della Regione Lombardia ha commentato il provvedimento adottato ieri dal Comune di Brescia.

"Il Pd è ormai il partito degli immigrati e della disintegrazione. Matteo Renzi si farà tristemente ricordare dagli italiani per aver favorito l’invasione dei finti profughi e il suo docile valletto Emilio Del Bono si farà tristemente ricordare dai bresciani per aver dato queste priorità agli immigrati, oltre che per aver combinato disastri in materia di politiche ambientali" prosegue Bordonali.

"La Regione Lombardia ha previsto per il 2016 oltre 200 milioni di euro per i provvedimenti sul reddito di autonomia. Consiglio ai bresciani in difficoltà, ancora una volta trattati a pesci in faccia dal sindaco, di non farsi rovinare le feste natalizie e di contattare il numero verde della Regione Lombardia 800318318 o visitare il sito www.regione.lombardia.it" conclude l’assessore.

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UN COMMENTO

  1. Ecco i soliti bravi cattolici che si rifanno al buon Francesco criticare chi ostacola un’ingiustizia, facendo la morale agli altri e la solidarietà con i soldi degli altri, come i preti. Il Vangelo l’avrete pur letto, ma non avete capito niente…

  2. Ma l’art. 38 primo comma della nostra Costituzione non indica.”Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale” Dal momento che l’art.38 primo comma è uno degli articoli della Costituzione che contiene la parola “CITTADINO” ed è perciò uno dei pochi articoli che la Costituzione riserva solo ai propri figli ossia i cittadini italiani e non a tutto il mondo come nel caso di tutti gli altri articoli che non contengono la parola “Cittadino”, questo significa che per aver diritto alla pensione sociale e agli assegni sociali nel nostro Paese occorre avere la cittadinanza italiana: Questa è un’altra discriminazione al contrario o no?

  3. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea con sentenza del 11 novembre 2014 causa c-333/13(dal sito ASGI) boccia il ricorso di una cittadina rumena residente in Germania, poichè residente da piu’ di tre mesi e da meno di cinque anni, non aveva diritto alla parità di trattamento in materia di prestazioni sociali ,perchè non aveva un lavoro in territorio tedesco, nè disponeva di risorse economiche sufficienti per sè e per i propri familiari: In caso contrario, sarebbe violato l’obiettivo della direttiva di evitare che i cittadini di altri Stati Membri diventino un onere eccessivo per il sistema di assistenza sociale dello Stato membro ospitante: L’art.7 paragrafo 1,lettera b, della direttiva 2004/38 MIRA PROPRIO AD EVITARE CHE I CITTADINI DELL’UE ECONOMICAMENTE INATTIVI SI AVVALGANO DEL SISTEMA DI PROTEZIONE SOCIALE DELLO STATO MEMBRO OSPITANTE PER FINANZIARE IL PROPRIO SOSTENTAMENTO E COMPORTA LA POSSIBILITA’ CHE UNO STATO NEGHI LA CONCESSIONE DI PRESTAZIONI SOCIALI A CITTADINI DELL’UNIONE ECONOMICAMENTE INATTIVI CHE ESERCITINO LA LIBERTA’ DI CIRCOLAZIONE CON L’UNICO FINE DI OTTENERE IL BENEFICIO DELL’AIUTO SOCIALE DI UN ALTRO STATO MEMBRO PUR NON DISPONENDO DELLE RISORSE SUFFICIENTI PER POTER RIVENDICARE IL BENEFICIO DEL DIRITTO DI SOGGIORNO(Palomar Osservatorio di diritto costituzionale)

  4. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea con sentenza del 11 novembre 2014 causa c-333/13(dal sito ASGI) boccia il ricorso di una cittadina rumena residente in Germania, poichè residente da piu’ di tre mesi e da meno di cinque anni, non aveva diritto alla parità di trattamento in materia di prestazioni sociali ,perchè non aveva un lavoro in territorio tedesco, nè disponeva di risorse economiche sufficienti per sè e per i propri familiari: In caso contrario, sarebbe violato l’obiettivo della direttiva di evitare che i cittadini di altri Stati Membri diventino un onere eccessivo per il sistema di assistenza sociale dello Stato membro ospitante: L’art.7 paragrafo 1,lettera b, della direttiva 2004/38 MIRA PROPRIO AD EVITARE CHE I CITTADINI DELL’UE ECONOMICAMENTE INATTIVI SI AVVALGANO DEL SISTEMA DI PROTEZIONE SOCIALE DELLO STATO MEMBRO OSPITANTE PER FINANZIARE IL PROPRIO SOSTENTAMENTO E COMPORTA LA POSSIBILITA’ CHE UNO STATO NEGHI LA CONCESSIONE DI PRESTAZIONI SOCIALI A CITTADINI DELL’UNIONE ECONOMICAMENTE INATTIVI CHE ESERCITINO LA LIBERTA’ DI CIRCOLAZIONE CON L’UNICO FINE DI OTTENERE IL BENEFICIO DELL’AIUTO SOCIALE DI UN ALTRO STATO MEMBRO PUR NON DISPONENDO DELLE RISORSE SUFFICIENTI PER POTER RIVENDICARE IL BENEFICIO DEL DIRITTO DI SOGGIORNO(Palomar Osservatorio di diritto costituzionale)

  5. “Del Bono ha combinato disatri in materia di politiche ambientali ?” Anche Paroli, Corsini, Martinazzoli, Padula, Trebeschi, Boni. Insomma, dal dopoguerra ad oggi i problemi ambientali non sono mai stati una priorità nell’amministrazione della cosa pubblica cittadina. E i risultati si vedono. Quindi, basta propaganda sooprattutto da parte di chi, come la Lega, ha avuto comunque la possibilità di governare e cambiare le cose, ma non lo ha fatto.

  6. Se la Corte di Giustizia Europea stabilisce che non è consentita la libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea economicamente inattivi col solo scopo di beneficiare di un aiuto sociale di un altro Stato Membro, non dovrebbe essere allora lo Stato a fare chiarezza su questi aiuti sociali e uniformarli in tutto il territorio nazionale, e non lasciarlo alla discrezionalità dei Sindaci?

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